Pagina:Alfieri, Vittorio – Tragedie, Vol. III, 1947 – BEIC 1728689.djvu/281

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ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Cesare, Antonio, Cicerone, Bruto, Cassio, Cimbro,

Senatori. Tutti seduti.

Cesare Padri illustri, a consesso oggi vi appella

il dittator di Roma. È ver, che rade
volte adunovvi Cesare: ma soli
n’eran cagione i miei nemici e vostri,
che depor mai non mi lasciavan l’armi,
se prima io ratto infaticabilmente
a debellargli appien dal Nilo al Beti
non trascorrea. Ma al fin, concesso viemmi,
ciò che bramai sovra ogni cosa io sempre,
giovarmi in Roma del romano senno;
e, ridonata pria Roma a se stessa,
consultarne con voi. — Dal civil sangue
respira or ella; e tempo è omai, che al Tebro
ogni uom riabbia ogni suo dritto, e quindi
taccia il livor della calunnia atroce.
Non è, non è (qual grido stolto il suona)
Roma in nulla scemata: al sol suo nome,
infra il Tago, e l’Eufrate; infra l’adusta
Síene, e la divisa ultima ignota
boreale Albíone; al sol suo nome,
trema ogni gente: e vie piú trema il Parto,