Pagina:Alfieri - Vita, I, Londra, 1804.djvu/176

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174 VITA DI VITTORIO ALFIERI.


[1770] guii per Konisberga e Damica; questa città, fin allora libera e ricca, in quell’anno per l’appunto cominciava ad essere straziata dal mal vicino Despota Prussiano, che già vi avea intrusi a viva forza i suoi vili sgherri. Onde io bestemmiando e Russi e Prussi, e quanti altri sotto mentita faccia di uomini si lasciano più che bruti malmenare in tal guisa dai loro tiranni; e sforzatamente seminando il mio nome, età, qualità, e carattere, ed intenzioni, (che tutte queste cose in ogni villaggiuzzo ti son domandate da un sergente all’entrare, al trapassare, allo stare, e ali’uscire) mi ritrovai finalmente esser giunto una seconda volta in Berlino, dopo circa un mese di viaggio,il più spiacevole tedioso e oppressivo di quanti mai se ne possano fare; inclusive lo scéndere all’orco, che più bujo e sgradito ed inospitO non può esser mai. Passando per Zorendorff, visitai il campo di battaglia tra’ Russi e Prussiani, dove tante migliaja dell’uno e dell’altro armento rimasero liberate dal loro giogo lasciandovi l’ossa. Le fosse sepolcrali vastissime, vi erano manifestamente accennate dalla folta e verdissima bellezza del grano, il quale nel rimanente terreno arido per se stesso ed ingrato vi era cresciuto e misero e rado. Do-