Pagina:Alfonso Varano - Opere scelte 1705-1788.djvu/35

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prima 13

Dell’uom l’Alma è fra queste, a cui nativa
     Dio forza infuse pel terren cammino
     312Ne’ desir suoi liberamente viva.
Or quand’ egli con provido destino
     Le cose appresta all’avvenir serbate,
     315Prescrive ancor col suo voler divino
Quel che d’invitta dee necessitate
     L’Alma soffrir, e quel, che d’ogni incarco
     318Sciolta oprar sua ragion può in libertate;
Che ben mille entro l’uom schiudonsi il varco
     Mali aspri e affanni, cui porre egli il freno
     321Non vale, e non gli è dato irne mai scarco.
Quanto ordinò d’eternità nel seno
     Il supremo Voler, nel tempo elìce,
     324E al voler sorge egual l’effetto appieno;
Che diverso all’effetto esser non lice
     Da quell’ordin, che in lui stabil ordìo
     327L’onnipotente sua causa e radice.
Tu a prova il sai, che, benché a te restìo
     Contrasti il cor, che fervido s’adopra
     330Ad invescarti nel peggior desìo,
Puoi col tuo ragionar levarti sopra
     Que’ moti impressi in te dalla vii salma,
     333E sospender ad essi, e negar l’opra.
Tu puoi moverti ovunque brami, o in calma
     Del mar, o in mezzo alle fierissim’acque,
     336Che a scerre anche i perigli arbitra è l’Alma;
Anzi non puoi non esser tal; chè nacque
     Indivisa da te questa possente
     339Lena, che giunger teco a Dio già piacque.
Primo libero è Dio, primo volente,
     Qual cagion prima, in cui pieno s’accoglia
     342Quant’è il voler d’ogni creata mente;