Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/391

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A Sua Eccellenza il Signor Giovanni Emo
Procuratore di S. Marco

Tra que’ pochi che sono abili a governare uno stato, non so se V.E. mi permetterà di dire qual luogo ella tiene. La verità si è che perfetta cognizione delle storie e degli uomini, eloquenza vittoriosa, ardore per il pubblico bene e intera signoria sopra di sé medesimo sono le virtù del Ministro e sono le virtù di Lei. Di tutto ciò ne dà V.E. prove chiarissime ogni giorno: e singolarmente ne diede alla corte ottomana in tempi difficilissimi, rinovando i più illustri esempi che porgano le istorie di prontezza d’ingegno e di fortezza d’animo. Fra le virtù che accompagnano la sua vita, così pubblica come privata, risplende la osservanza della vera nostra Religione; e di quelle non vere de’ tempi remoti ella conosce più che altri non potrebbe fare sotto quale aspetto considerar le dovessero i savi uomini dell’antichità. Intorno alle quali essendo questo mio saggio, a V.E. ho pensato di mandarlo, come al più perfetto giudice di quello che meglio si conviene al reggimento dei popoli e alla felicità degli stati.


Venezia, 16 Marzo 1754.