Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/116

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104 Dialogo Terzo ,

assai incerto,, come lo fono quali tutti gli altri che fi fono veduti fin' ora comparir fu Ila fccna della Filofofia.

Ma comecché fia di ciò, vi fono alcuni, che non ponno avvicinar tanto la retina all'umor criftalhno, quanto bi fognerebbe per veder dipintamente gli oggetti lontani, ed all'incontro alcuni altri, che 'non ponno allontanarla tanto, quanto per veder didimamente i vicini faria meftiero. I primi, che il volgo dice aver la villa corta, son chiamati dagli Ottici Miopi, e Presbiti i secondi , che comunemente diconfi aver la vista lunga. Eglino fono come i confini, tra' quali ftà quella villa, che d'ordinario fi dice giù Ila e per fetta. Colloro benché onorati dall'Ottica di denominazioni, che origin traggon dal Greco, si accorfero tuttavia d'efler viziofi negli occhi ; e a tal fine cercarono de' rimedj, i Miopi per poter vedere dìdimamente gli oggetti anco i più lonranl, e i Presbiti i più vicini. Quelli ultimi tro varono per loro confolazione le lenti convelle, le quali porte dinnanzi all'occhio, li guarirono del loro male ; imperciocché quelle facendo divenire convergenti que' raggi, che fenza di esse farebbono arrivati all' umor crifUHino divergenti , egli viene ad unirli ad una minor dillanza che non avrebbe fatto, e l'immagine dell' oggecto pollo dinnanzi alla lente, fi fa nellaretina dipinta. Gli altri trovarono elfi pure le lenti concave, le quali al rovefeio delle convelle, che fanno divenir convergenti i raggi divergenti, li dispergonoe li fanno divergenti più che mai. Que-