Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/176

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164 Dialogo Quarto.

ga per la riparazione da elfo fitta de* raggi ài- verfamente colorati, e diverfamente rifrangibili; una feconda rifrazione per traverfo, altro far non dovea, che inclinare quella immagine , recando ella la medtfima, e quanto a' colori, e quanto alia larghezza. Come inclinare, dille la Marche- fa? io non intendo di ciò la ragione. Voi l'in- tenderete fubito , rifpos'io, fe farete riffe (fio ne » che i raggi dell'immagine colorata, fe il fecondo prifma non vi folle , andrebbon tutti quafi che dirittamente a ferir la muraglia. Ora fe il fecon- do prifma dee rifrangere , cioè far deviar dalla loro flrada per traverfo e da lato i violetti , più de' rolfi ; debbon quelli ferire la muraglia più obliquamente di quelli, che vale a dire , debbo- no i violetti in un fico di ella più lontano dal prifma, che i rolli cadere . I colori intermedj tra i roffi , e i violetti cader dovranno in fiti inter- medj altresì della muraglia ; ficchè fopra di efiTa la feconda immagine fi dipinga inclinata, e come pendente colla eftremità fua violetta dal prifma più della ruffa lontana . Quello adunque avve- nir dee fecondo il fiitema del Signor Newton, e quello appunto avviene co' prifmi alta mano ; ed io medefimo ò avuto più volte il piacer di ve- derlo . Che fe dopo il fecondo prifma fe ne porrà un terzo, ed un quarto ancora, affinchè l'imma- gine Ila fucceffivamente n fratta per traverfo da. tutti quelli prifmi * que' raggi , che nel primo prifma fofiroiK) una più grande rifrazione degli altri , la fofriranno ancora di mano in mano ne* feguenti prifmi fenza che l'immagine Ila in modo