Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/210

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dovrebbe un’altra volta vedere, fe dopo d’efTere flati feparaù dal prtfma, quelli colori Ti potettero rimefcolar di bel nuovo infieme. Ora io llava cercando, con poca fortuna però, la maniera, che per ciò fare, a tener lì avene. Il Signor Newton medefimo, rifpos’io, vi à alleggerita dà quello penliero, poiché quella maniera di confermare il fuo filìeraa è così buona, anzi ella è una così chiara, & immediata confegucnza dell’ordine, ch’egli à fatto a tal fine diverfe fperienze.

Eccovi la più famofa, ed infieme la più femplice, a cui condotto l’abbia quello fpintodi ordine che con quello gran Filofofo vi è comune.

L’immagine del Sole fatta dal pnfma nella ftanza ofcurà, fi riceve fopra una Lente convella, affinchè i raggi colorati, che all’ufcir del pnfma divergenti fono, convergenti per via di ella divenendo li unifcano, e di bel nuovo inficine fi mefchino. Oh Dio! m’interrupp’ella, io avea per così dire in mano tutti i materiali neceflarj per efeguire la mia idea, non aveva che ad unirli infieme, e non mi è ballato l’animo di farlo. Io ini vergogno della mia flupidità,e di memedefiina.

Voi avevate gran ragione di non voler far fèntir la voce della Filofofìa, a cui era incapace di rifpondervi. Si potrebbe anzi, ripigliai io, applicarvi quel famofo detto dell’Antichità.

Piaccia a Dio, che tale voi eflTendo, fiate de’ liofili.

Voi ttoverete una confolazione per ciò che voi chiamate Cupidità nell’Ottica Ile Ha. Gli uot mini, quello ellere ragionevole, e cunofo, ihrt teio trecento e più anni prima di porre infieme