Pagina:Algarotti - Opere scelte 1.djvu/423

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Un altro grandissimo critico ancora e scrittore della medesima nazione non tratta niente più favorevolmente la rima, a sostenere la poesía francese per altro tanto necessaria, quanto l’antitesi a sostenere la prosa1. Fra gl’Inglesi potremmo allegare il Dryden2 e il conte di Roscommon3, i quali, benchè maneggiatori della rima felicissimi, convennero con Gravina, con amendue i Tassi e con Chiabrera, ch’ella è un’affettazione puerile che i gravi poeti hanno da lasciare da banda. E un altro valentuomo loro compatriota non ha difficoltà di paragonarla alla gruccia, che ajuta

  1. La rime ne nous donne que l’uniformité des finales, qui est ennuyeuse, et qu’on évite dans la prose, tant elle est loin de flatter l’oreille. Cette repétition de syllabes finales lasse même dans les grands vers héröiques, où deux masculins sont toujours suivis de deux féminins.
    Fénelon, Lettre à l’acad. franç. art. 5
  2. Vedi i luoghi soprallegati di quel poeta, a’ quali si può aggiungere il seguente citato dal signor Webb Remarcks on the beauties of Poetry p. 2 What it (Rhyme) adds to sweetness, it takes away from the sense: and he who Loses least by it, may be called a gainer.
  3. Of many faults Rhyme is perhaps the cause;
    Too strict to Rhyme we slight more useful laws.

    Essay on Translated verse.

    Vedi ancora Idée de la Poésie angloise par l’Abbé Yart. T. IV sur l’origine, les progrès et la perfection de la Poésie angloise par Fenton.