Pagina:Alle porte d'Italia.djvu/205

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

la ginevra italiana 191

resisteva, torcendo il viso, ma senza violenza, quasi con rammarico, cercando di acquietarlo con le buone parole, e pareva che non la dovesse durare più un pezzo; quando tutt’a un tratto s’alzò, corse in un canto, tornò con una Bibbia aperta, e gli disse: — Legga qui... e poi qui — con un accento commovente di preghiera, come se avesse voluto dire: — Mi rimetto alla sua coscienza, caro signore, abbia pietà dell’anima mia! — E il giovane lesse: Si un homme dort avec la femme d’un autre, l’un et l’autre mourra, l’homme adultere et la femme adultere.... Les enfants des adultères n’auront point une vie heureuse, et la race de la couche criminelle sera exterminée.... — E a quella lettura rimase lì, per servirmi della sua parola, come un asino; il quale suol dire d’allora in poi, come quel tal milanese dei Promessi Sposi: — Quelli che non credono che ci fossero untori... quelli che non credono alla moralità valdese, non lo vengano a contare a me, perchè le cose bisogna averle vedute....



Uscimmo da quella casa che tramontava il sole, e la valle e i monti eran già bruni; eccetto il Vandalino, che aveva ancora sulla testa un cappuccio d’oro. Per far l’ora della partenza, entrammo in un caffè, a carezzare il collo di una negrina di Bricherasio, ornata di un piccolo turbante rosso, che le dava una grazia maravigliosa. Là mi fu presentato un