Pagina:Alle porte d'Italia.djvu/224

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210 le termopili valdesi

francese. Scrivou eista dua grissa per fa vou conoisce lou langage d’Angreugna, che a smiglia ren dar tout a noste parlà. Più strano è che, anche da Valdesi a Valdesi, c’è una certa rivalità, per non dire inimicizia, fra gli abitanti delle due rive. I giovani di qua dal torrente che vanno a far all’amore con le ragazze dell’altra parte, corrono il rischio molto spesso di essere conditi a sugo di bosco. Così pure negli affari comunali: ciascuna parte fa l’impossibile perchè riesca un sindaco suo. Ma è rarissimo che seguano risse. I carabinieri di Torre Pellice non arrivan fin là che a urli di lupo, come il medico, il quale dice che ci va soltanto per i parti e per le morti; chi non partorisce e non muore, sta sempre a maraviglia. Ci faceva specie sentir parlare di abitanti e di costumi, e non veder mai nessuno. Eppure la popolazione della valle conta circa mille settecento Valdesi e settecento cattolici, con tre templi, due chiese cattoliche e sedici scuole. Ma a quell’ora eran quasi tutti al lavoro, o giù in fondo, lungo l’Angrogna, o sull’alto dei monti, dentro e di là da quei boschi che ci pendevan sul capo. Quasi tutti sono piccoli proprietarii: le terre sono divise molto minutamente, anche tra i cattolici, dei quali un grande numero sono trovatelli, perchè da molti anni, a Pinerolo, è uso di mandare i trovatelli, i venturini, come si dice graziosamente in quelle campagne, nella valle d’Angrogna; dove crescono, lavorano e si maritano, lontani dal mondo che li ha rinnegati. Domandai al signor Bonnet se nascessero mai litigi tra cattolici e valdesi. — Mai, — mi rispose. Il pa-