Pagina:Aminta.djvu/77

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Scena Prima. 77

Quando egli vuol ne’ petti virginelli
Occulto entrare, onde fù prima escluso,
Da severa honestà, l’habito prende,
Prende l’aspetto de la sua ministra,
E sua nuncia Pietate, e con tai larve,
Le simplici ingannando, è dentro avvolto.

Dafne
Questo è pianto d’Amor, che troppo abonda.

Tu taci? ami tu Silvia? ami, ma in vano.
O’ potenza d’Amor, giusto castigo
Manda sovra costei, misero Aminta.
Tu in guisa d’Ape, che ferendo muore,
E ne le piaghe altrui lascia la vita,
Con la tua morte hai pur trafitto al fine
Quel duro cor, che non potesti mai
Punger vivendo? Hor, se tu spirto errante,
Si come io credo, e de le membra ignude
Qui intorno sei, mira il suo pianto, e godi.
Amante in vita, amato in morte, e s’era
Tuo destin, che tu fosti in morte amato,
E se questa crudel volea l’amore
Venderti sol con prezzo così caro,
Desti quel prezzo tu, ch’ella richiese,
E l’amor suo col tuo morir comprasti.

Choro
Caro prezzo à chi’l diede, à chi’l riceve

Prezzo inutile, e infame. Silvia O potess’io
Con l’Amor mio comprar la vita sua,
Anzi pur con la mia la vita sua,
S’egli è pur morto. Dafne O’ tardi saggia, e tardi
Pietosa, quando ciò nulla rileva.


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