Pagina:Aminta.djvu/83

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Scena Seconda. 83
Silvia
Pastor, di che piangete?

Se piangete il mio affanno,
Io non merto pietate,
Che non la seppi usare:
Se piangete il morire
Del misero innocente,
Questo è picciolo segno
A si alta cagione: e tu rasciuga,
Dafne, queste tue lagrime, per Dio.
Se cagion ne son io:
Ben ti voglio pregare,
Non per pietà di me, ma per pietate
Di chi degno ne fue,
Che m’aiuti à cercare
L’infelici sue membra, e à sepelirle.
Questo sol mi ritiene,
Ch’hor hora non m’uccida:
Pagar vò questo ufficio,
Poi ch’altro non m’avvanza
A l’amor, ch’ei portommi:
E, se bene quest’empia
Mano contaminare
Potesse la pieta de l’opra, pure
So, che gli sarà cara
L’opra di questa mano:
Che sò certo, ch’ei m’ama,
Come mostrò morendo.

Dafne
Son contenta aiutarti in questo ufficio:

Ma tu già non pensare
D’haver poscia à morire.


D     6 Sil. Sin