Pagina:Amori (Savioli).djvu/132

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Npag.png123

Segui: così nel Tartaro
     L’infame augel si pasce,
     E sotto al rostro indomito
     L’eterno cor rinasce.

Ecco sdegnoso borea
     Dall’antro Eolio scoppia,
     E a questi luoghi inospiti
     Terror mugghiando addoppia.

Forse i miei guai risvegliano
     Nella fredd’alma orrore:
     Egli ne freme: incognito
     Non gli è, che possa Amore.

Ghiaccio ostinato armavagli
     Le rigid’ali, e il volto:
     Vana difesa! Orizia
     Apparve, e fu disciolto.