Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/208

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eran molto grandi, chiamati coccodrilli, e molte altre cose parlando dissero fra le quali che il prete Janni era a una città del regno Tiocco, la qual ha nome Ericonda, e lì era il fine della montagna.

Quando lasciarono la montagna entrarono per una pianura, e trovarono un vallone, largo circa quaranta miglia. Una delle guide che era innanzi un tratto di mano, volse il cavallo per fuggire. E quando Guerino il vide fuggire si fe’ gran maraviglia. Egli gridò vedere un gran dragone, che era un gran verme, e cominciarono a fuggire tutti e tre, e quando credettero avere passato il pericolo, egli gli era alle spalle. Cominciarono a stringer i cavalli, e il dragone gli correva dietro. Il Guerino che si vergognava di fuggire, smontò, e prese la spada in mano, e imbracciò lo scudo, tornò verso il verme, là si appiattò, e stava in agguato.

Quando gli giunse appresso, ei se gli gittò addosso, trasse le zampe, pigliò lo scudo, e con la bocca l’elmo, e con la coda il cinse a traverso. Il Meschino gli diede un gran colpo con la spada, ma niente gli fece. Se con le branche gli pigliava le braccia, il Guerino sarebbe morto, ma egli buttò via la spada, e tolse il coltello, e diedegli nella pancia tra le levate scaglie, e lo ferì per modo che il drago morì, e di là levossi il legame, che il serpe aveva fatto con la coda; e come fu lungi dal serpente a circa cinquanta braccia, cascò in terra, e si raccomandò l’anima a Dio. Ivi credette morire tanto era sbalordito, e quando si riebbe si trovò lungi un miglio, con intorno ben trenta persone di una villa lì vicino. Le guide lo avevano spogliato, e unto con certe unzioni, che si fanno contra il veleno di que’ serpenti, e vedutagli la crocetta, che egli aveva al collo, con gran divozione l’adorarono, per la qual crocetta fu campato da morte. Ognuno faceva grande allegrezza della vittoria avuta, e dissero che quella bestia aveva divorato, e guastato molto bestiame, e fanciulli, e per esse erano disposti di abbandonar la villa: onde gli fecero grand’onore, e in poco di ora vennero più di mille persone di quelle ville circostanti a veder il morto dragone. E ne portarono la testa alla villa e appiccaronla sopra la porta del tempio di quella villa. Poi fecero scrivere il nome del