Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/212

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Guerino detto il Meschino p0017a.png


CAPITOLO XVI.


Il Meschino si confessa, poi seguita il suo viaggio,
e giunge alla città del prete Janni.


Volendosi partire il Guerino da quella villa, stava molto pensoso, tanto che con poca persuasione saria restato dalla impresa. E dolendosi della sua fortuna, un sacerdote, che ufficiava a una chiesa di quella villa, lo prese per la mano, e menollo in chiesa, e cominciogli a parlar in greco, e domandogli perchè stava così pensoso. Il Meschino gli disse: confessatemi, e così fece: egli raccontogli tutti i suoi fatti dal principio alla fine, ogni cosa che aveva fatto, e promesso. Il sacerdote disse: «O nobil Guerino, l’uomo, il quale comincia una nobil cosa, e ha buon principio, e seguita sino al mezzo, e poi l’abbandona, questa non è la gloria della cosa. Ma per averla principiata, e ancora continuata sin a tanto che la sia compita, allora non è gittata via la fatica, e disegni; sai tu che cosa sia la Fede? Egli rispose: «Fede è una ferma speranza a credere in Dio, che è somma bontà, a credere nella Santa Trinità Padre Figliuolo, e Spirito Santo, senza alcun dubbio, a credere nei dieci Comandamenti della legge, obbedirli, e creder nei dodici articoli della Fede, nei sette doni dello Spirito Santo, e nelle sette opere della misericordia,