Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/228

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gli fu detto, e vi furono alcuni che dissero: «Signore, costui è forestiero e ogni poco dono gli basta, dategli cavalli, armi e denari, egli è uomo da battaglia, e questo gli piacerà più che altro». Dicevano altri che gli desse dei castelli ch’egli aveva acquistati o un poco di provvisione. Alcuni dicevano che non se gli desse castelli: «Però che a questo piace signoria, ed egli è sì franco cavaliere che si potria far signore di questo paese; dategli una nave carica di molta ricchezza, e potrete sicurar al Soldano che carichi in Alessandria, e vada ricco a casa». Questi lo volevano per invidia mandar via. Alcuni dicevan: «Noi abbiamo bisogno d’un capitano, tengasi per capitano come egli è». Alcuni dicevano: «Dianseli, case, possessioni e bestiami». Allora si levò il prete Janni dicendo: «O carissimi miei figliuoli e fratelli, se fosse un che mettesse su una sua vigna due lavoranti; un la guastasse e l’altro la lavorasse, qual di lor meriterebbe meglio esser pagato?» Risposero: — Quel che fa buon lavoro. — E se non pagasse la fatica a quel che fa bene farebbe gran peccato?» Allora il prete Janni riprese: «O fratelli carissimi, quanti capitani abbiamo avuto contro i Cinamoni e nessuno non gli ha domati se non che Guerino, e ha rinfrancato questo nostro paese con la sua forza, e con il suo ingegno. Quando noi mandammo il capitano innanzi a lui, non fu egli sconfitto e morto con quarantamila nostri cristiani? invece costui ha acquistato mille e duecento elefanti, e dei nemici ha uccisi centomila Cinamoni, e prese le città perdute. Non vi ricordate che faceste apparecchiar tanti carri ed elefanti per caricar il vostro tesoro per fuggire; e questo servo di Dio non ci ha liberati di questa fuga? Io vi dico che a lui conviene la signoria e non a noi, perchè noi la perdevamo, e costui l’ha acquistata; però fatelo signore di mezza l’India, e mezza la terremo noi, e se egli la volesse tutta, egli se l’ha acquistata, e debbe esser sua, chè senza di lui non potevamo regnare. Però sia morta in voi ogni invidia, e ogni avarizia, ed ogni paura di lui, però che ei mi par tanto gentile e da bene, che per noi ci fa, che ci sia signore, perchè egli ama i virtuosi ed ha in odio i cattivi». Gridarono, tutti: «O Santo Padre nostro, come voi avete detto così sia:» e d’accordo mandarono per Guerino, il quale entrò in consiglio.