Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/428

Da Wikisource.
330 guerino.

domandare dell’arme e del cavallo, l’altro per essergli detto villano, si corsero a ferire con le spade in mano, tagliandosi l’armi, e sì smisurati colpi si davano che Sinogrante si maravigliava, e Guerino diceva non aver mai combattuto con un guerriero sì forte, dicendo: «O vero Dio, ajutami contra questo inimico della tua fede!» Un gran pezzo durò l’assalto, tanto ch’essi e i cavalli erano molto affannati, e tirati indietro presero un poco di riposo. Allora disse Sinogrante: «Cavaliero! tu hai poco senno a voler morire per difendere pastori da bestiame». — Rispose Guerino: «Non faccio tanto quanto vorrei per difendere le armi ed il cavallo da un villano ladrone come sei tu». Adirato Sinogrante strinse la spada, e diede al Meschino sì terribil colpo che il fece tutto intronare. Allora il Meschino gittò via lo scudo, e a due mani prese la spada e diedegli sì gran colpo che lo fece uscir di sè, e poco mancò che non cadesse da cavallo. Il franco Meschino si fermò; Sinogrante vedendo il gran pericolo, al qual era stato, s’immaginò di non combatter più con lui, e disse al Meschino: «Per la tua valentia, io ti voglio far grazia, che tu vada alla tua via con l’arme ed il cavallo, e con que’ compagni che tu hai in questa brigata, e lasci far a noi con i pastori». Disse il franco Meschino: «La tua fierezza si comincia ad umiliare, per certo la superbia che ti avanza la spada mia conviene che la raffreni, però mostra se tu hai possa, che conviene abbandonare la vita ed il castello dove tu tieni i rubatori, perch’io l’ho promesso a questi pastori.» E dette queste parole, si corsero a ferire, rompendosi l’armi a pezzi. Allora disse Sinogrante al Meschino, avendo per la battaglia messo riposo, e l’uno e l’altro stando fermo: «O franco cavaliero, per lo Dio, in cui tu hai speranza, dimmi chi tu sei, ch’io non avrei creduto ch’altri che il franco Meschino da Durazzo mi avesse potuto durare, ma or ti prego che tu mi dica il tuo nome?» Rispose il Meschino: «Il mio nome si è Guerino e son cristiano». Sinogrante non l’intese, perchè disse: il mio nome si è Guerino, e non disse Meschino. Disse allora Sinogrante: «Io sono alle mani con un cristiano: per Macometto, io voglio avanti morire portare la tua testa alla più bella damigella del mondo!» Ed il Meschino rispose: «Per la fede che ho promesso