Pagina:Anfora perugina.djvu/17

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perugina. 251

to.Egli guarda nella medesima direzione come l’altre figure ed esprime nel viso qualche violento effetto, come terrore o gran meraviglia: il che vien indicato anche dal gesto della mano alzata e dalle dita rattratte. Davanti a Bacco, ma volta dalla parte contraria, si scorge un’altra Tiasotide colla corona d’ellera sulla testa ed il narthex nella sinistra. Nella destra mezzo alzata ella tiene sopra un cratere, che al di sotto di lei posa sur un ὑποκρατήριον, una patera, volgendo gli sguardi con espressione singolarmente enfatica verso un punto lontano, come se guardasse qualche cosa, che colà accade. Ecco la breve descrizione del dipinto, nella quale ho voluto passare sotto silenzio certe particolarità che per il nostro scopo non presentano nessun interesse. II ch. Jahn mio riverito maestro negli Annali dell’Inst. XXIX 1857 p. 125 sg. ritiene questo quadro per una composizione compiuta e lo spiega in tal modo: Bacco ed il suo tiaso assistono ad un atto solenne del culto bacchico, che vien messo in effetto dalla figura muliebre, la quale tiene la patera sopra il cratere, secondo ogni probabilità destinato a mischiare il vino e l’acqua. Ma vi sono certi momenti nella nostra rappresentazione, che difficilmente si rapportano a quella spiegazione. Ammetto per ora, che quella figura muliebre, come suppone il Jahn, sia sul punto di versare del vino dalla patera nel cratere. Ma che cosa ha allora da fare con quell’azione l’espressione appassionata nel viso del Satiro barbato ed il gesto della sua mano, che lo stesso Jahn prende per un’espressione di fissa attenzione? A lui, essendo seguace del tiaso di Bacco, doveva essere ben noto quel rito e non poteva in nessun modo eccitare la sua attenzione maniera così sorprendente. Ancora meno si potrà mettere d’accordo colla spiegazione del Jahn