Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/108

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98 ITALIA ARTISTICA


edificò una villa che doveva essere un museo architettonico e che doveva raccogliere nei suoi recinti la riproduzione di quelli edifici che più gli erano piaciuti nei suoi innumerevoli viaggi.

Si capirà facilmente come un simile spirito finisca col divenire un corruttore. Nella fusione di tante diverse tendenze e di stili così differenti, l’arte romana doveva perdere il suo carattere primitivo e deformarsi a poco a poco per giungere all’imbarbarimento degli ultimi secoli. E dunque sotto Adriano che bisogna ricercare gli ultimi bagliori della sua grandezza. Abbiamo veduto come egli disegnasse i piani arco trionfale dell’imperatore adriano sulla via flaminia (sec. xvii). del tempio di Venere e Roma: è in quell’edificio elegantissimo, costruito fra il Foro della Pace e il Colosseo che noi troveremo i caratteri fondamentali della sua arte. Questo tempio fu costruito l’anno 135, sopra una piattaforma artificiale ottenuta ricolmando le irregolarità della Velia e distruggendo gli edifici che si trovavano in quel punto. Aveva in origine due facciate che guardavano ai due lati opposti e due absidi che combaciavano nella loro periferia esterna. Si possono vedere anche oggi rivolta l’una verso l’anfiteatro Flavio, l’altra chiusa nel giardino del convento di S. Francesca romana. Ma questa particolarità non era visibile all’esterno e un unico tetto di bronzo dorato ricopriva l’intiero edificio. A Roma Eterna e a Venere Felice erano dedicate le due celle rivestite di marmi preziosi e precedute da quattro colonne, circondava questo tempio eretto in onore della città e della Divinità sua