Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/36

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26 ITALIA ARTISTICA


ognuno costruisse la propria casa dove e come credeva meglio. E così nacque la Roma repubblicana quale doveva essere ai tempi di Giulio Cesare e di Augusto.

Questa seconda fondazione della città fu dunque compiuta frettolosamente e senza ordine e il fatto stesso di aver sepolto sotto i nuovi edifici la stele votiva e il sepolcro di Romolo, dimostra come poco si tenesse conto dei monumenti primitivi. La nuova Roma sorse senza regola, con vie strette e tortuose, con le case addossate l’una sull’altra. Fu solo qualche anno più tardi che s’introdusse un qualche ordine e si pensò a provvederla di acqua abbondante e salubre. D’altra parte laforo romano. (Fot. Anderson). sconfitta subita per opera dei Celti aveva sollevato gli animi delle popolazioni sottomesse, che sperarono per un poco di abbattere in un colpo la potenza di Roma. I consoli che si succedettero, pensarono più a resistere contro gli assalti dei nemici che a ingrandire e abbellire la città continuamente minacciata. Si deve al censore Appia Claudio il principio della via e il trasporto dell’acqua che anche oggi portano il suo nome e giustamente osserva Tito Livio (IX, 29) che l’anno in cui fu censore — il 312 avanti l’Era volgare — deve rimanere celebre più per questi due lavori importanti che per la severa vigilanza che egli esercitò col collega Caio Plauzio. Ma di tutta questa epoca oggi non rimangono più che memorie storiche e bisogna ricercare fra gli edifici degli ultimi anni del governo repubblicano i documenti d’arte e di architettura.