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70 ITALIA ARTISTICA


nuovo si andava accentuando: le pitture decorative della casa Aurea sono già ben diverse da quelle dell’abitazione di Livia, e la mirabile attitudine psicologica degli artisti romani si andò accentuando, come ne fanno testimonianza i busti numerosi di quel tempo e le statue personali, fra cui mi sembra notevole la così detta Agrippina dove è una così nobile compostezza unita a una così profonda semplicità. Del resto l’imperatore Claudio Nerone fu uno spirito raffinato il cui senso estetico doveva essere sviluppatissimo. È noto come egli viaggiasse seguito da una statua che gli era cara fra tutte le altre. Chiunque conosce ed ammira il bel corpo porta s. lorenzo. di adolescente trovato nella sua villa di Subiaco e oggi prezioso ornamento del Museo nazionale di Roma, può farsi un’idea di quali immagini della bellezza perfetta egli doveva essersi circondato.

E l’impulso di attività edilizia dato da lui subito dopo l’incendio del 64 fu giudiziosamente continuato dai suoi successori. Nella tregua di rovine e di stragi che seguì sotto il governo dei Flavii, la magnificenza della Roma imperiale si accrebbe ancora grandemente. Flavio Vespasiano, salito sul trono dopo un lungo periodo di guerre civili e di dilapidazioni, trovò gli edifici romani quasi tutti pericolanti e l’erario esausto. Con tutto ciò e se bene di oscura famiglia sabina dell’agro reatino, egli capì con l’adattamento proprio della sua razza gli uffici di un capo dell’impero