Pagina:Anime oneste.djvu/123

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le nozze 109


Sebastiano diede un’ultima stretta di torchio alle vinacce; le serve spazzarono il cortile; le galline, che in tutto quel tempo avevano scorazzato per l’orto, furono rinchiuse nuovamente, e Maria Fara potè finalmente riposarsi, con un sospiro che le spianò la bella fronte pensierosa.

Pensava a Paolo ed a quel poveretto di Cesario, ch’era ripartito più stanco che mai, con una tosse secca e straziante.

Così passarono molte settimane, la nebbia invase l’orizzonte e Anna lasciò con un lungo sospiro il suo abito bianco pieno di margheritine. Ella non rideva più con quelle pazze risate che strabiliavano Sebastiano. Taceva, ora, ricamando dietro i vetri chiusi, con una triste ombra negli occhi. Talvolta la chiamavano o le parlavano e non rispondeva, oppure sussultava come spaventata. Vicino a lei Angela continuava a guarnire nervosamente la sua biancheria: anch’essa taceva e le sembrava che Anna stesse così triste per partecipare alla sua melanconia.

Al suo ritorno Paolo Velèna trovò accesa