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457 ANNALI D'ITALIA, ANNO CXXVII. 458

Sabina sua moglie quello di Augusta. Ma che ciò succedesse in quest’anno, si può giustamente dubitarne, trovandosi iscrizioni1 e medaglie2, nelle quali prima di questi tempi Adriano si vede intitolato Padre della Patria. Abbiamo poi da Sparziano3 che continuando questo imperadore nel desiderio di visitar tutte le provincie dell’imperio, dopo essersi fermato qualche tempo in Roma, passò in Africa, dove non men si fece conoscere liberale di grazie e di benefizii verso quelle città, che fosse stato verso le altre di sopra menzionate. Veggonsi medaglie4, nelle quali è appellato Ristoratore dell’Africa, della Mauritania, della Libia. Terminata poi la visita di quelle provincie, tornò a Roma, per quivi soggiornare nel verno.


Anno di Cristo cxxvii. Indizione x.
Telesforo papa 1.
Adriano imperadore 11.


Consoli


Tiziano e Gallicano.


Finora non si sono scoperti in sicure memorie i prenomi e i nomi di questi consoli. Assai fu in uso de’ Romani il distinguere le persone nobili, una dall’altra coll’ultimo lor cognome, o sia soprannome. Questo solo dovea bastare per intendere chi fosse l’uno e l’altro de’ consoli. Opinione poi fondata è, che in quest’anno succedesse il glorioso martirio di san Sisto papa, in cui luogo nella cattedra di san Pietro fu sustituito Telesforo. Quanto tempo si fermasse in Roma Adriano, non si sa. Sembra bensì credibile, che ogni qualvolta egli tornava a Roma, rallegrasse il popolo con un congiario, e con altre fogge di regali. Le medaglie5 ci hanno conservata la memoria di varie Liberalità di Adriano, e ne contano fin sette. Secondochè scrive Sparziano6, [p. 458]si rimise poi in viaggio il non mai stanco Augusto, per visitare un’altra volta la Grecia e l’Asia, verisimilmente bramoso di conoscere, se le fabbriche già da lui ordinate in varie città, fossero compiute. Tali trovò quelle che egli avea designato in Atene, e celebrò la festa della lor dedicazione. Fra gli altri suntuosi edifizii, ch’egli fece fabbricare in Atene, si contò quello di Giove Olimpio, il quale sembra, siccome dirò, compiuto solamente nell’anno 134. In alcune iscrizioni7 da me date alla luce, egli è chiamato Adriano Olimpio. Sembra ancora che l’adulazione greca arrivasse a dare a lui il titolo di Giove Olimpio: il che, se fosse, sarebbe da cercare chi più meritasse il nome di pazzo, o chi lo dava o chi lo riceveva. Oltre a ciò si osserva nelle iscrizioni suddette, che dimorando Adriano in Atene, varie città gli spedirono ambasciatori, per rallegrarsi del di lui felice ritorno in quelle parti. Pare anche verisimile, ch’egli innamorato di Atene, si fermasse ivi tutto il seguente verno. Troppo si compiaceva egli di trovarsi tra i filosofi e le persone letterate. Di queste tuttavia era doviziosa la scuola d’Atene; e sopra gli altri furono in gran credito alla corte di Adriano Epitteto, insigne filosofo stoico, di cui ci restano il manuale, operetta aurea, e molti suoi documenti nel libro di Arriano suo discepolo; e Favorino sofista, o sia oratore, dottissimo tanto nella latina che nella greca lingua, di cui molto parla Aulo Gellio8. Di lui si racconta9 che avendogli un giorno Adriano, principe uso di fare l’arcifanfano nelle lettere, riprovata una parola, adoperata da esso oratore in qualche scritto, dopo breve contrasto Favorino gliela diede vinta. Rimproverandolo poscia di codardia gli amici suoi, perchè quella era parola buona, autenticata dall’uso

  1. Gruterus, Thesaur. Inscript.
  2. Mediobarbus, in Numismat. Imp.
  3. Spartianus, in Hadriano.
  4. Mediobarbus, in Numismat. Imp.
  5. Idem, ibid.
  6. Spartianus, in Hadriano.
  7. Thesaurus Novus Inscript., p. 235.
  8. Spartianus, in Hadriano.
  9. Aulus Gellius, Noct. Attic.