Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/270

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presentarono ad Adriano le loro apologie per la religione cristiana, e che queste fecero un buon effetto. Contuttociò non mancavano allora dei nemici del nome cristiano, che instigavano i giudici ad1048 infierire contra i pastori della greggia di Cristo. A Telesforo succedette nella cattedra di san Pietro Igino. Lucio Elio Cesare figlio adottivo di Adriano anche egli terminò i suoi giorni nel dì primo di quest’anno. Pareva che i suoi malori gli avessero data posa in guisa tale, che egli si era preparato per recitar nelle calende di gennaio in senato un’orazione composta da lui, o dettata a lui da qualche maestro, in rendimento di grazie ad Adriano per la sua adozione, come narra Sparziano1049. Dissi per la sua adozione: parole che non possono mai accordarsi coll’opinione del padre Pagi1050, che il vuole adottato fin dall’anno 130. V’ha chi crede ciò fatto nell’anno 136, non avendo egli, come si figurano, per la sua poca salute potuto soddisfare nelle calende dell’anno precedente. Ma nè pur nelle calende di quest’anno gli fu permesso, perchè in quel medesimo giorno la morte il rapì. Essendo quello il tempo, in cui si formavano i voti solenni per la salute dell’imperadore, non volle Adriano che si facesse piagnisteo alla sepoltura di lui. Avea Lucio Elio avuta per moglie una figliuola di Domizio Negrino, fatto uccidere da Adriano sui principii del suo governo; ed essa gli avea partorito un figliuolo appellato Lucio Cejonio Commodo. Verso questo fanciullo vedremo in breve quanto continuasse l’amore e la beneficenza di Adriano Augusto. Al vedere sconcertati i suoi disegni per la morte di Lucio Elio, andò Adriano per qualche settimana pensando a riparar questa perdita coll’elezione di un altro figliuolo; e per buona fortuna de’ Romani egli fermò il suo guardo sopra Tito Aurelio Fulvio (o Fulvo) Bojonio Antonino, che era stato console nell’anno 120. Egli è chiamato Arrio Antonino da Sparziano1051. Giulio Capitolino1052 gli dà i suddetti nomi, e vuole che Arrio Antonino fosse avolo materno di esso Tito Aurelio. Conosceva molto bene Adriano le rare virtù di questo soggetto, giacchè egli era uno de’ senatori del suo consiglio; e però gli fece intendere il disegno da lui concepito di adottarlo per figliuolo e successor nell’imperio, colla condizion nondimeno, che, stante l’esser esso Antonino privo di prole maschile, anch’egli volesse adottar per figliuolo Marco Aurelio Vero, figliuolo di Annio Vero, cioè di un fratello di Sabina Augusta sua moglie; e Lucio Cejonio Commodo, che poco fa dicemmo nato da Lucio Elio Cesare, fanciullo allora di circa otto anni, perchè nato dell’anno 130. Fu dato tempo ad Antonino tanto da pensarvi, ed avendo egli poi accettata la favorevol offerta fattagli, e le condizioni prescritte, Adriano Augusto, la cui sanità andava di male in peggio, nel dì 25 febbraio fece la solenne funzione di dichiararlo suo figliuolo, con dargli il titolo di Cesare, e farlo suo collega nella podestà tribunizia e nel comando proconsolare. Ch’egli ancora ottenesse il titolo d’Imperadore, lo stimò il padre Pagi; ma non ne abbiamo sufficiente fondamento. Presentò Adriano questo suo nuovo figliuolo al senato, con dire, che giacchè la morte gli avea tolto Lucio Elio, ne avea trovato quest’altro, nobile, mansueto e prudente, in età da non temere, ch’egli o per temerità male operasse, o per debolezza trascurasse gli affari. Parea pure che l’elezione di un sì degno personaggio avesse da tirarsi dietro l’allegrezza e il plauso di ognuno: e pure che non può l’ambizione? Moltissimi dell’ordine senatorio, giacchè cadauno aspirava a sì gran dignità, se l’ebbero a male; e sopra gli altri Catilio Severo, già stato console, ed allora prefetto di Roma, che si teneva in pugno l’imperio. Perchè questi dovette