Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/490

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dei soldati, la plebe alessandrina, solita per ogni bagattella a muoversi e a far sedizione, s’attruppò, e con armi e sassi andò infuriata a trovar Emiliano, regolandolo ancora d’alcune sassate. Dicono ch’egli non trovasse altro scampo che quello di farsi dichiarar imperadore, per poter comandare a bacchetta e farsi più rispettare. Per quel tempo ch’egli regnò tenne con vigore l’imperio e visitò la Tebaide e tutto l’Egitto, mettendo buon ordine dappertutto. Ma spedito colà da Gallieno un esercito sotto il comando di Teodoto, Emiliano, nel punto che si preparava a far una spedizione contro agl’Indiani, fu preso e strangolato in prigione. Voleva poi Gallieno crear Teodoto proconsole dell’Egitto, acciocchè godesse più autorità e balìa; ma ne fu ritenuto dai sacerdoti, perchè v’era una predizione, che allora l’Egitto tornerebbe in libertà, quando v’entrassero i fasci consolari che2375 si davano ai proconsoli, e la pretesta dei Romani. Trebellio Pollione cita per testimonio di ciò Cicerone e Procolo grammatico. Il tempo, in cui Emiliano usurpò la porpora e perdè la vita, indarno si va ora cercando. Lo stesso Pollione nel precedente anno parlò di Aureolo, come di persona già ribellata contra di Gallieno Augusto. Per questa ragione metto io sulla scena costui nell’anno presente, benchè trovi qui imbrogliati non poco i conti di quello storico2376. Sembra che egli proponga la di lui ribellione avvenuta non molto dopo la cattività di Valeriano imperadore; e perciocchè dipoi si vede ch’egli combattè in favor di Gallieno contra di Macriano, ed anzi poco fa in compagnia del medesimo Gallieno, lo abbiam veduto far guerra a Postumo; non si può già facilmente credere che così presto egli si rivoltasse. Pollione l’acconcia con dire che Gallieno fece pace con Aureolo, e di lui si servì poscia contra di Postumo. Altri sono stati di avviso che il prendesse per collega nell’imperio per abbattere col braccio di lui gli altri tiranni: tutte cose improbabili presso chi sa le gelosie e le diffidenze dei dominanti. Zosimo2377 riferisce la rivolta d’esso Aureolo all’anno 267, ed in ciò è seguito da Zonara2378. Questa pare la più verisimil opinione. Nelle medaglie2379 che restano d’esso tiranno si vede ch’egli era appellato Manio (e non già Marco) Acilio Aureolo. Il governo dell’Illirico fu a lui conferito da Gallieno; ma egli, guadagnati gli animi dei soldati, si fece acclamar Imperadore. Se dice il vero il sopraccitato Trebellio Pollione2380, nell’anno precedente Odenato re de’ Palmireni ottenne l’imperio di tutto l’Oriente. Riserbo io le notizie di questo insigne personaggio all’anno seguente.




Anno di Cristo CCLXV. Indizione XIII.
DIONISIO papa 7.
GALLIENO imperadore 13.

Consoli

PUBLIO LICINIO VALERIANO per la seconda volta e LUCIO CESONIO LUCILIO MACRO RUFINIANO.

Il primo console, cioè Valeriano, comunemente vien creduto il fratello di Gallieno Augusto, con opinione ch’egli nell’anno 259 fosse stato console sostituito. Tempo è ormai di parlare di Odenato, il cui nome si rendè ben celebre per le imprese da lui fatte in servigio dell’imperio romano in Oriente. Egli2381 era nato in2382 Palmira, città nobile della Fenicia, non lungi dall’Eufrate, delle cui rovine ed antichità han rapportato molte notizie in questi ultimi tempi i viaggiatori inglesi. Ch’egli fosse solamente cittadino e decurione in quella città, lo scrive Eusebio2383. Ciò vien