Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/116

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Libro Quarto. 89


Che volendo proseguire nella sua tirannia, in tenere gli poveri Trentini in schiavitudine, & la Città in suo potere, non dourà reputarsi ad ingiuria se prenderà l’armi in difesa di quelli, & continuarà la guerra sino, che gli vedrà nella lor pristina libertà.

Doppò che hebbero esposta questa legatione gli Ambasciatori, alla quale anco fù soggionta quella de Trentini, il Bavaro, qual sapeba benissimo oltre l’inimicitie antiche con l’Austriaci, haver al pari alterato il loro odio, per haver ingiustamente tenuti oppressi gli Trentini, ancorche fosse stato atterito, & temesse delli suoi interessi per la guerra novamente dall’Austriaco intimatagli, nulla di meno, pieno di rabbia, per haver inteso che gli Trentini havevano dimandato soccorso dalli Austriaci, & che per ciò sarebbe sforzato ad abbandonare il stato di Trento, [Lodovico Re di Baviera ferocemente gli risponde.] rispose temerariamente, haver anche esso ragione nella guerra, & che il tutto sarebbe ceduto à chi fusse stato più bravo, & valoroso. Rotto dall’'impetto della colera subito si diede al discorso della guerra, & ralentata alquanto, & per all’hora la colera contro Trentini, pensò subito portarsi contro gli Austriaci, cessato quel primo impeto, & revocando la mente alle cose passate, considerando quanto hebbero che fare gli suoi antenati, quanto poco honore riportarano, doppò gravi pericoli del proprio stato, subito mutò pensiero, giudicò non doversi principiare ne tentare impresa, qual non potesse con sua reputatione conseguire. Finalmente questo maturo fidando che consiglio ne riportò la palma.

Aeciò però non paresse essersi piegato per terrore, o paura, & il tutto venisse ascritto à gloria, & lode dell’Austriaco, finse benevolentia con Trentini, piacevolmente gli chiamò alla sua presenza, disse haver considerate le pedate de passati Imperatori, & determinato imitarli, voler anche esso aumentar la Chiesa di Trento, ricever in confederatione, & fratellanza gli Trentini, stimar grandemente il loro valore, tener in animo servirrene ne’ più ardui negotij, fidandosi grandemente nella loro fedeltà confidando mai gli sarebbono stati ribelli.

Confessò però haver accellerato questo suo proponimento alquanto le preghiere per loro fatte all’Arciduca d’Austria; Ma nulla di meno già lungo tempo teneva prefisso in animo, volere come à liberalità Reggia si conviene, dichiarare à Trentini in effetto l’animo suo.

Hora dunque faccio (disse) libero dono à San Vigilio della