Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/157

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130 Delle Croniche di Trento

pelli smantelar e scavare Cengij, indi fanno spatiosissime stanze sotteranee, in forma di volto, a guisa di caverne, nelli lor edifficij, & habitationi, de quali poi se ne servono in vece di guarda robba ò dispensa; si che quasi tutta la Città in tal guisa è cavata. Dunque gli Hebrei, acciò non venisse alla luce questa lor ribaldaria, determinarono ascondere il corpo del Beato Simone nella cantina, luogo sotteraneo.

Frà tanto levato il Sole (era il giorno di Venerdì Santo in cui già dalli medemi Hebrei nostro Signor fù confitto, & morto in Croce per liberatione del genere humano) gli parenti del Martire tutti dolenti, e pieni di malinconia, portata la denoncia al Vescovo, impetrarono senza difficultà, che con publica diligenza, & commandamento si ricercasse il fanciullo. [Cordoglio de Genitori] Comandò con rigorosissimo bando, il buon Prelato, & volse, à sono di tromba fusse publicato, che qualsivoglia il qual havesse alcuna contezza del fanciullo, che o fosse inciampato in qualche pericolo, o capitato à qualche casa, perduto, sotto pena della vita lo manifestasse, il sollecito padre all’hora vinto dal dolore seco in piazza condusse la mesta moglie, vestita d’una sol rotta, & lorda veste, ove doppò essersi lamentati della perdita del figliolo, & haver mosso à pietà, & compassione ogni conditione di persone, andavano insieme col Cavaliere, ò prefetto della corte per la Città, non solo cercando con ogni accuratezza le contrade, ma di porta in porta, dimandando ad ogn’uno se gli sapesse dar nova del loro Simone, se l’havessero visto, cosa pensavano ne fusse succeduto, qual caso, ò qual disgratia gl’havesse involata il lor amato figliolo, gli havesse privati del lor Thesoro, della pupilla de proprij occhi, non tralasciano contrade, non antri, non passano parte, che non dimandano del lor caro pegno.

Gli Giudei venuto il giorno del Sabbato (& fù il quarto doppò che determinarono sacrificare un fanciullo Christiano) entrarono nella Sinagoga, fecero dalla Cantina portare il Corpo dell’Innocentino, lo riposero sopra la mensa, qual era avanti l’altare, ivi cantarono, Himni, e Salmi, finite le lor cerimonie, fecero di novo riportare quel Cadavere in Cantina.

Il terzo giorno doppò la morte del fanciullo, nel quale si celebra da Christiani la Resuretione del vero Messia, hebbero sentore quei malvaggi d’esser publicamente incolpati, d’haver messo le mani nel fanciullo, s’avidero che tutto il popolo venia à colpire in loro, come rei di tanta sceleragine, tutti perciò spaventati, non sapeva-