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140 Delle Croniche di Trento

in sotteranei canoni ricevuta più oltre s’avanza col suo dolce corso, fino dove vien transmessa in una concava colona di marmo; innondando poi l’acqua, ove per le scale s’ascende alle stanze superiori della fortezza; per picciole cane di bronzo con maraviglioso artificio butatte, in più parti vomitata, vien con dolce mormorio à ricadere nel vaso, sparsa à commune utilità del Castello. Ivi di novo in altri sotteranei canoni sommergendosi, scorre al giardino sotto il Castello situato, ove quasi dal longo corso divenuta lassa, da sudetti sotteranei condotti deposta, salta in un lago à tal effetto preparato, & ivi s’aduna, qual à nostri tempi il Cardinale Clesio (di cui sopra facessimo mentione) fece con nobil struttura abbellire, & rinovare. Dal lago poi novamente, per pippe di bronzo cade, & cadendo si sparge, sparsa rinfresca, & adaqua la ferril, & gioconda terra di quel ferace giardino, assieme con la varietà de fiori, & herbe.

In quello hora (mercè alla diligenza, & cura del sudetto Eminentissimo) e gran copia de frutti, & abbondanza d’altre cose necessarie, & utili. Ivi vedi odoriferi Cedri, purpuree viole, bianchi Gigli, splendenti Rose, & qualsivoglia desiderabil delicie, d’ameno giardino, fece parimente, come che era Prencipe d’animo grande, & magnanimo, da fondamenti un palazzo di mirabil bellezza (questo soprastà al sudetto giardino, al quale per lor diporto sovente si riducono gli Cittadini) acciò in tal guisa restasse alla memoria de posteri, quanto habbi havuto à cuore l’utilità de privati, & si sij impiegato per l’utile uso de Cittadini. Quanto poi habbi giovato con la di lui magnificenza, & liberalità si dirà più à basso.

Dunque Giovanni qual non permise mai rovinassero le cose, & raggioni, spetanti al Vescovato, per sua negligenza, rifece il Castello di Theno, qual per l’antichità stava per cadere. Aggiunse molte particolarità à quello di Corredo, in Val di Non, già fabricato da Giorgio Hako, fece in altri luoghi, altre fabriche, ricuperò il palazzo Episcopale di Bolzano, rifarcendo di più alcune parti, che gli Conti del Tirolo s’havevano usurpate, & molti anni possedute.

Mà non passò molto, che per incendio restò abbruggiato, haveva di già datto principio per redificarlo, mà sopragionto dalla morte l’opera restò imperfetta.

Mentre il buon Vescovo tutto s’impiegava in cotesti, & simili affari, sempre procurando con la sua liberalità sollevare il po-