Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/96

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Libro Quarto. 69

Giacomo Velso, suo Nipote, figlio di sua sorella, huomo valoroso, & diligente. Conobbe benissimo, che quella Valle parte considerabile della sua giurisditine, dovevasi reggere con gran prudenza, & diffendere con singular virtù, dalle scorrerie de nemici, quali soprastano quei à contorni con pericolo delle proprie vite, Egli fin hora l’ha governata conforme richiede la dignità della Chiesa di Trento, superando in questa maniera l’espetation ancorche grande che il Mondo haveva di lui conceputa. [Alberto 1. Vesc. 72.] Ma ritorniamo all’Historia; mi dò a credere, che Alberto Vescovo habbi fatte cose celebri, & degne d’esser lasciate in scritto, la mancanza de scrittori fù causa che non sijno pervenute alla notitia de posteri, visse nel Vescovato sei anni, [Conrado 2. Vesc. 73.] in luogo d’Alberto fù elletto Conrado secondo, qual come era d’acuto ingegno, havendo scorto esser state distrutte, & tolte molte cose dal Vescovato, determinò invigilare, & adoprarsi in maniera, che venisse mortificato, & impedito l’ardire di quelli, che con insatiabile avidità mai desistevano di spelare gli suoi confini, & giornalmente levar qualche cosa dalla sua giurisditione. Ciò era avenuto o perche gli suoi antecessori, provocati da tali pregiuditij elessero più tosto col mostrar non accorgersi il lasciar correre, & cedere, che prender l’armi per il publico, & andar contra la temerità di questi tali, quali da gran Prencipi spallegiati opprimevano con la forza gli Trentini, & senza veruna lor oppositione gli radevano il Principato, o perche (iniquità invero grande) gli Cittadini stessi, à quali principalmente toccava diffendere le proprie raggioni, & confini, corotti dal danaro secretamente davano in mano de nemici, contra la Patria, quello, che havrebbon dovuto col stesso sangue diffendere, & a lei conservare. Onde acciò il negotio publico per negligenza, ò per tradimenti non pericolasse, & totalmente precipitasse, giudicò non doversi più tollerare, ne la slealtà de Cittadini, ne l’insolenza di temerarij, quali senza danno, esenza esser contrastati giornalmente assalivano la Città, ò contorni; Si risolse lasciarvi la vita, ò recuperare quanto per ingano, o per forza gli era stato usurpato.

Dunque con tanta diligenza si portò, & con tanto valore messe in esecutione questo conceputo pensiero, che in breve restituì alla sua Chiesa con gran gloria gli Castelli, Terre, & tutte le giurisditioni, che erano passate tiranicamente in altrui potere; terminato fortunatamente, & come desiderava cosa di tant’importanza felicemente, & contento se ne passò all’altra vita e fù se-