Pagina:Anonimo - Simpatie di Majano.djvu/33

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nerare sopra ogni cosa Iddio, il quale creò tutte le cose buone per sola benignità della sua provvidenza.

Il Ficino, come agli altri dialoghi, così a questo premette un eruditissimo e profondo commento, e nel chiuderlo scrive a Lorenzo il Magnifico (come Ella vede, siamo fra gente ammodo) che egli aveva determinato di limitarsi a un breve scritto, ma che — Filippo Valori, generosissimo erede del valore di casa Valori, lo obbligò a diffondersi. — Il Ficino non poteva non usargli deferenza: oltre l’ospitalità, Filippo provvide del proprio, d’accordo col fratello Niccolò, a stampare tutte le opere platoniche da lui tradotte. Il platonismo era diventato religione di famiglia in casa Valori: giacché Bartolommeo padre e Francesco zio di Niccolò e di Filippo furono anch’essi ardenti platonici. Sotto gli auspicii di Platone erano amicissimi dei Medici: Niccolò scrisse in elegante latino la vita del Magnifico (lo chiamavano Lorenzo