Pagina:Antonio Zalivani-Catechismo repubblicano.djvu/26

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
28

mansuetudine verso il nemico, è quella che il di lui orgoglio doma, ed ammorza, e col beneficarnelo lo pieghiamo a dolcezza ed amore.

D. Voi mi avete parlato di tutte questa virtù come di quelle che devono distinguere il Repubblicano; non è ella la virtù necessaria in ogni Governo?

R. Ella è necessaria ad ogni Governo; ma nel popolare ove il bene viene fatto da tutti, lo stato non può sussistere senza un general fondo di eroismo, ed un complesso di virtù.

D. Dunque in questo Governo non vi sarà alcuna distinzione?

R. Nò; perché nella Democrazia non si cerca se uno sia civile, se sia ricco, se sia povero; ma si dimanda soltanto , se sia virtuoso, se ama la sua Patria, e se cerca di essere in ogni maniera possibile utile alla Società.

D. Ditemi finalmente se vi sono uomini, che riescano dannosi alla Società?

R. Ve ne son molti, e questi sono quelli, che consumano nel lusso e nel libertinaggio le aspettative de’ creditori, o gli alimenti della famiglia, quelli che credono onesta ogni strada di guadagnare, quelli che si mostrano ingrati e maligni, quelli che cercano di opprimere i deboli, quelli che sono duri ed inumani coi miseri, e quelli infine che calpestano la Religione e il costume. Chiunque sia contaminato da tali macchie, si consideri qual Cittadino malvaggio, e dichiarato nemico de la Patria.

Il Fine.