Pagina:Archivio Glottologico Italiano, vol. II, 1876.djvu/397

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P. Meyer e il franco-provenzale 387

do; anzi ferirebbe, come io credo, una classificazione qualsifosse di qualunque ordine di individui o di soggetti, reali o escogitabili. Ma tutta codesta obiezione terribilissima, tutta codesta disperazione di scernimenti che non sieno di necessità arbitrarj, tutto si risolve fortunatamente in un bel nulla. Un tipo qualunque, — e sia il tipo di un dialetto, di una lingua, di un complesso di dialetti o di lingue, di piante, di animali, e via dicendo, — un tipo qualunque si ottiene mercè un determinato complesso di caratteri, che viene a distinguerlo dagli altri tipi. Fra i caratteri può darsene uno o più d’uno che gli sia esclusivamente proprio; ma questa non è punto una condizione necessaria, e manca moltissime volte. I singoli caratteri di un dato tipo si ritrovano naturalmente, o tutti o per la maggior parte, ripartiti in varia misura fra i tipi congeneri; ma il distintivo necessario del determinato tipo sta appunto nella simultanea presenza o nella particolar combinazione di quei caratteri. Supponiamo che i caratteri, e anzi i più spiccati, del tipo x sieno ABC, ciascuno dei quali si riabbia anche in altre diverse combinazioni tipiche (ADE; BDG; CDI; ecc.). Ciò naturalmente non infirma, per nulla, quella peculiarità che appunto risiede nel trovarsi uniti i caratteri ABC. Che se prima di venire senz’altro a dirette sperienze dialettologiche, ci è permesso d’insistere, ancora per un momento, in queste dimostrazioni teoricamente elementari, gioverà ricordar di nuovo la ricorrenza d’un carattere o d’un complesso di caratteri d’ordine peculiare od esclusivo, che può (ma non deve), insieme colla simultanea presenza di caratteri ripartitamente comuni ad altri tipi, entrar nella costituzione di un tipo distinto; onde, segnate le proprietà esclusive per lettere minuscole, si viene a una formola come questa: ABC a b. Dove è altresì da soggiungere, che a determinare un tipo speciale può anche bastare un solo cospicuo ed ampio carattere d’ordine peculiare od esclusivo, locchè si può esprimere, per via di formole, ponendo un tipo ABC a rimpetto a un tipo ABC.

Orbene, passando a rapide e facili applicazioni dialettologiche, e tali che particolarmente convengano all’Archivio, ricordiamoci imprima del tipo ladino o della favella ladina, come in ispecie si determina nella sezione occidentale e nella centrale