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Memoriale di Paolo dello Mastro 49

Molti anni dopo Mariano dello Mastro, nipote, nel suo testamento, rogato il 12 febbraio 1474 dal notaio Massimo de Tebaldi

. . . comandò che dopo morte lo avessero seppellito nel sepolcro de’ suoi avi, contenuto nella stessa cappella, e dippiù che la medesima si dovesse far rimurare e dedicare a s. Antonio, rimanendone sempre padrona la famiglia1.

Sappiamo pure che egli non volle che nella lapide fosse alcuna figura, ma solo le parole:

Hic sepultum iacet corpus domini Mariani de Magistris et aliorum suorum predecessorum2.

Dei personaggi che furono seppelliti in questa tomba c’informa l’Adinolfi3 che probabilmente ne ebbe notizia dai registri dell’archivio di Ss. Celso e Giuliano:

Con le spoglie di Benedetto vi furon chiuse quelle di Bonella, di Tomao dottore e canonico di S. Ianni Laterano e di Paulo, cosi

    sepulc. in carattere gotico, la quale si trova nel pavimento in mezzo di S. Celso e Giuliano in Banchi a piè della detta chiesa». Si legge anche nel ms. Casanatense E, III, 13 che contiene la raccolta di iscrizioni romane dal Gualdi in parte stampato e in parte manoscritto. È citata anche dal Marini, Arch. pontifici, I, 170, n. e, dove è detto però erroneamente che Benedetto dello Mastro vi fu seppellito nel 1420. La chiesa è antica del 1186, ma Clemente XII la fece atterrare e ricostruire secondo il disegno attuale. Cf. M. Armellini, Le chiese di Roma, Roma, tip. Vaticana, 1891, p. 363. Alcune lapidi antiche furono raccolte e murate nei muri di un vestibolo della chiesa, dove anche ora si possono leggere, ma quella dei Dello Mastro non esiste più. Le notizie dell’Adinolfi e del ms. Vaticano, come si vede, sono discordi; siccome però Mariano de Magistris nel 1474 fece togliere questa lapide e volle nella tomba della famiglia fosse scolpita solo l’iscrizione, che appresso riferiamo, è probabile che allora la lapide colla figura fosse trasportata nel pavimento dove la vide il raccoglitore del ms. Vaticano.

  1. Arch. dei Ss. Celso e Giuliano, prot. 109, parte 2a, p. 75, citato da Adinolfi, Il canale di Ponte &c, p. 27.
  2. Magalotti, Famiglie romane, ms. Chigiano G, VII, 11 48.
  3. Adinolfi, Il canale di Ponte &c. p. 30.