Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/641

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annunzi bibliografici 347

suo argomento, e tutto concentrato nella sua isola, poco si è curato di rilegarne la storia a quella del continente Italiano. I suoi affetti sono tutti per la sua gente, i suoi giudizi non vanno oltre al bene o al male che a lei derivò dai fatti narrati. Nè vogliamo opporgli questo sentimento esclusivo corno difetto dei suoi studi storici, quando può essere scusato e forse anche giustificato dall’argomento, che si allarga e prende importanza più che municipale, e dalla venerazione amorosa per un passato glorioso di cui la Sicilia giustamente si onora. Ciò nondimeno siccome anche le glorie e le sventure dell’isola, sono glorie e sventure italiane, non sarebbe male che lo storico le riconnettesse quando occorre alla grande storia nazionale.

Per non ritardare soverchiamente l’annunzio di un’opera storica, condotta con acutezza di critica, rettitudine di giudizi ed eleganza di dettato, ci contentiamo per ora di questo breve cenno degli Studi Storici del La Lumia, promettendo di tornarci sopra con più pensato discorso. Intanto vorremmo che questi due volumi avessero molti lettori, ed affidiamo chi crede alle nostre parole . che da essi tanto s’impara di fatti reconditi o mal noti, quanto si ricava diletto per una esposizione accurata e colorita, e del migliore stampo italiano che diano le lettere odierne.

M. T.


Storia dell’Isola di Cipro, narrata da Romualdo Cannonero;

Parte Prima. Imola, 1870.


La civiltà all’Europa venne specialmente e primamente dall’Egitto e dalla Fenicia, per le vie del Mediterraneo, e trovò ordinatamente varie stazioni: pria Cipro distante novanta chilometri dalle coste di Tiro, indi Rodi, Candia, la Sicilia. Però la civiltà in queste isole è più antica che ne’ continenti, e la loro storia vetusta è molto importante, segnatamente quella della prima stazione, Cipro, che dopo la Sicilia e la Sardegna, è la maggiore del Mediterraneo, che ha il piano Massaria uno de’ più feraci del mondo, ed un clima tanto salubre, che Stefano Lusignano nella seconda metà del secolo XVI scriveva avervi conosciuti taluni oltrepassanti l’età d’un secolo. La vite, che venne dal Caucaso e dalla Palestina, in Cipro trovò terreno e clima si acconci, da giungere a tanto sviluppo che, come scrisse Plinio, con un sol tronco di vite di Cipro si fece la scala salente al sommo del tempio di Diana in Efeso. Il Cannonero si compiace a descrivere le ricchezze e le bellezze antiche di quell’isola, che diede copioso legname ai Fenici pel famoso naviglio. Ma stimiamo vada errato