Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/645

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annunzi bibliografici 351

Così giunge la storia di Cipro al medio evo, cinta da molta caligine, onde noi ripetiamo le parole del Cannonero «gran danno che di questa bell’isola, celebrata da tutti i poeti dell’antichità, visitata da tutte le navi del mondo, calcata da tutti i dominatori del mare, non sieno rimase che poche e slegate memorie». Onde sappiamo grado a lui che abbia assunto l’ingrata fatica di esporci ordinatamente e graziosamente quello che si può sapere della storia oscura di tanta isola, e confidiamo che nelle parti successive vorrà dirci qualche cosa di quanto si può cavare dallo studio degli oggetti che Palma in questi ultimi quattro anni vi rinvenne nelle ottomila e più tombe che già egli vi dissotterrò.

G. Rosa.



Opere Storico-numismatiche di Carlo Morbio. Bologna, Romagnoli, 1870.


Chi fra gli studiosi della storia ignora il nome di Carlo Morbio da Novara, stabilito a Milano, autore di sei volumi di Storie dei Municipi italiani? Chi a Milano cerca monumenti storici ed artistici, non solo si volge alle biblioteche di Roma, all’Ambrosiana, alla raccolta Trivulzio, all’Archivio di San Fedele, ma alla raccolta di Carlo Morbio. Il quale colla operosità instancabile e sagace, che solo può dare l’entusiasmo inesausto della scienza, quello che produsse le maraviglie di Magliabechi, di Cicogna, di Libri, di Campana, da molti anni aduna monete, sigilli, pergamene, edizioni rare, capi d’arte, vasi, col sussidio de’ quali monumenti e degli studi correlativi già preparò altri tre notevoli lavori storici Le Monete Franco-italiche da Carlo Magno a Napoleone I con 39 tavole; I Monumenti Longobardi con 16 tavole. Ed il volume delle Opere Storico-numismatiche edito a Bologna dal diligentissimo Romagnoli, di 570 pagine in 8vo con due tavole.

È una miniera di notizie delle ricche raccolte sue e d’altri, e di illustrazioni di fatti storici che viene facendo con scrupolosa prudenza, mano mano svolge le materie de’ suoi musei. Esponendo le monete ossidionali descrive minutamente, sulla fede d’una cronaca contemporanea, il famoso assedio di Novara del 1499, quando rimase prigione Lodovico il Moro, e, contro Promis, mostra che in quello si coniò anche una moneta di rame. Fra le castrensi descrive quelle in onore di G. G. Triulzi del 1499. Mantova ebbe massima copia di monete ossidionali, e dieci ne ha Morbio, ed illustra queste, ed alcune dalmate, ed una di Palmanova.

È notevole la di lui valutazione della lira d’argento di Carlo Magno, ed il rapporto che ne calcola colla lira tornese. Descrive