Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/647

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annunzi bibliografici 353

egli qui riproduce, per mostrare che il Cardinale Federico Borromeo imprigionò quel buon prete per gelosia.

Nel 1819 il Manzoni produsse alla censura la copia della sua tragedia il Carmagnola; e fu mutilata. Quella copia integra sta ora nella raccolta del Morbio, il quale ha pure una copia del Tresor di Brunetto Latini come fu dettato prima in francese, con disegni a penna.

Queste cose rare sono arricchite da Statuti, Storie arcane, da venti dispacci della Cancelleria Aulica di Vienna al Principe Eugenio di Savoia, che non sono ancora aperti, e da dodici lettere dell’imperatore d’Austria pure non aperte ancora.

Il Morbio conchiude questo suo tesoro di notizie ed illustrazioni con dissertazioni su Fra Dolcino di Ossola contemporaneo di Dante, e sul patriarca degli eruditi italiani Lodovico Antonio Muratori.

Tanta modestia; laboriosità, perseveranza in tempi di studi tanto affrettati e vaporosi, merita molta riconoscenza dagli uomini savii nelle cui acque brama riparare la stanca nave il Morbio. Egli ne richiama vivamente alla memoria l’avvocato Gaetano De Minicis che ora a Fermo tocca all’ottantesimo anno, quello che testè pubblicò le Cronache di Fermo, e che nella sua casa in Fermo adunò un tesoro di storie municipali dell’Italia centrale, di manoscritti, ed un Museo aperto da squisito dipinto di Gentile da Fabriano, e ricco di cose rare etrusche, sabine, romane e del medio evo.

G. Rosa.



Topografia di Bergamo dei secoli IX e X. Di Angelo Mazzi.
Bergamo, Pagnoncelli, 1870.


Bergamo, la città de’ montanari, serba tenacità non solo nei lavori industriali, ma nelle fatiche intellettuali. Le di lei tradizioni di studi perseveranti che formarono Barsiza, Calepino, Lupi, Tiraboschi, Mai ed Angelo Mazzi che per studii pazienti e disameni pigliano a penetrare nelle intime viscere di quistioni storiche intricatissime.

La vanità dei nepoti, e la fantasia del popolo ovunque ingrandirono assai le origini della città, ed è frequente la ripetizione di popolazioni ai tempi romani e nel medio evo maggiori delle attuali e di vaste distese di abitati, in luoghi suburbani occupati ora solo da solinghe villeggiature. Questi errori si tolgono fissando coi monumenti e coi documenti precisamente la topografia. Come fece il Reumont per Roma, il Promis per Torino, e l’Odorici per Brescia, e come ora stabili Angelo Mazzi per Bergamo, con quella scrupolosa diligenza, della quale ora è maestra la Germania.