Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/169

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annunzi bibliografici 165

riuscire valente, se, come ha cominciato, prosegue con nobile costanza a coltivare l’ingegno di studi profondi e severi.

G. S.


Statuti senesi scritti in volgare ne’ secoli XIII e XIV e pubblicati secondo i testi del R. Archivio di Stato in Siena per cura di Luciano Banchi. Vol. 2.° in 8vo di pag. XXXI-371. Bologna, presso Gaetano Romagnoli, 1871; (Della Collezione di Opere inedite o rare dei primi tre secoli della lingua, pubblicata per cura della R. Commissione pe’ testi di lingua nelle Provincie dell’Emilia.)


Il primo volume delli Statuti senesi scritti in volgare fu pubblicato verso il 1863 per cura di Filippo Luigi Polidori. Dal Banchi, che gli succede nell’ufficio di Direttore dell’Archivio di Stato in Siena, si va proseguendo questa pubblicazione, da cui non solamente la storia della lingua, ma anche, e più specialmente, la storia civile della Repubblica senese riceve un’importante illustrazione. Se ne annunzia un terzo volume. E noi aspetteremo che sia venuto in luce anche questo per dare ai nostri lettori una compiuta informazione di questi documenti, ne’quali è delineata in gran parte la vita d’un Comune italiano nel medio evo.

Gli Statuti contenuti nel volume presente sono cinque: 1.° Statuto della Gabella di Siena; 2.° Statuto della Società del Padule d’Orgia; 3.° Statuto dell’Arte della Lana di Radicondoli; 4.° e 5.° Statuti dell’arte de’ Chiavari e dell’arte de’ Cuoiai e Calzolari di Siena. Sono stampati secondo l’ordine di tempo.

Per il primo bisogna aver la pazienza di leggere una gran quantità di nomi e di cifre: ma in tutti quei nomi di cose usuali c’è la notizia del vivere domestico dei Senesi, delle molte industrie che fiorivano in quella città; del commercio, dei prodotti campestri, delle cose che si usavano per il vitto e per il vestito, delle mobilie delle case, in maniera da potersi raffigurare quella vita che i molti raccoglitori delle antiche memorie non si curavano troppo di rappresentare.

Il secondo è lo Statuto di una Società o Consorteria formatasi, secondo che crede il Banchi, anteriormente al 1240, per bonificare i terreni adiacenti al castello d’Orgia in Val di Merse infettati da acque stagnanti.

Curiosissimo è il terzo; che vediamo per esso anzi tutto come in un piccolo paese qual è Radicondoli fiorisse l’Arte della Lana, nel modo che fioriva in altri paesi più piccoli (ed è attestato da altri Statuti, per esempio da quello di San Gimignano fatto noto dal pro-