Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/480

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474 rassegna bibliografica

generazione che aveva servito in Egitto; bandiva dal Sinai la sua legge basata sul principio della continua relazione tra Dio e l’uomo. Per essa legge, la coscenza di Dio, o la legge morale, veniva ad essere sostituita alla fatalità, onde sin allora reggevasi l’individuo; come pure quella coscenza di Dio pigliava nella nazione il posto del potere politico e del culto religioso; e si rinnovavano così nel popolo Ebreo i patti della primitiva alleanza tra Dio e l’umanità. E guida degli Ebrei senza volerne essere il padrone, sul modello del governo patriarcale Mosè istituiva una repubblica informata dal principio della sovranità di Dio: e vieppiù così confermava in quel popolo la credenza che Dio lo avesse destinato a portare sulla terra il regno della giustizia e della verità; e ne’ suoi libri si vede pur sempre applicata agli Ebrei la legge morale di tutta l’umanità. - E incominciando poi a sfasciarsi l’opera di Mosè; e per lo sbaragliamento della nazione rischiandosi che il sensualismo e l’idolatria potessero prevalere, allora Dio suscitava Elia, la terza di quelle potenti individualità morali rappresentanti del popolo. Vedendo egli il pericolo, e in seguito dello scisma abbisognandosi sempre più rinvigorire il principio della unità nazionale, davasi a predicare al popolo; nè esitava ad attaccare gli ottocentocinquanta sacerdoti di Baal, fautori dello scisma; come pure affrontava le persecuzioni di Achab; ma accorgendosi che ne sarebbe stato sopraffatto, ad esempio di Mosè giudicava di aversi a ritirare sul Sinai. Il Signore allora gli appariva, rassicurandolo che la giustizia avrebbe trionfato, e il popolo non sarebbe perito; delle quali rivelazioni mettendo a parte e confortandosene i suoi discepoli, si trovano di lui i più grandi esaltamenti nel libro de’Macabei.- E quarta ed ultima di quelle grandi individualità, si ci mostra poi Geremia. Diventando ognor maggiore lo scadimento di tutte le forze vive della nazione, egli si pone da vero patriota a capo del popolo; e le sue profezie mostrano come in lui primeggiasse pur sempre l’uomo politico. Ardentissimo patriota, non per questo si lascia trascorrere ad illusioni. E vedendo il male sino nella sua radice, non credeva che si potesse guarire con semplici paliativi. E cosi, nel 626 avanti G. C, quando Giosia davasi a far prova d’instaurare il culto religioso, e niente altrochè il culto religioso, egli se ne te-