Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/526

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520 concetto storico, civile e morale

bro val cuore; e però dico: unanime; perchè la lingua è l’alito dell’anima, il respiro armonizzato in affetto, il suono formato in idea; e popolo che ripete i suoni medesimi con sensi discordanti, non ha (lo intendano gl’Italiani odierni) la vera unità della lingua. Con sapienza di potente parola nel Salmo linguam nostram magnificabimus, labia nostra a nobis sunt: quis noster Dominus est?1 dicono gli empi contro Dio e contro gli uomini, spacciandosi creatori di sè medesimi per arrogarsi l’arbitrio del premere i deboli e far gemere i poveri. Ma nunc exsurgam, dicit Dominus .... In circuita, impii ambulant, cioè che il costoro progresso è un avvolgersi in giro, un ritornare sui passi fatti, un confondersi e impedirsi a vicenda.

Ritornando ora alla congiunzione delle due genti, che era veramente progresso, gli altri patti verranno per accordo e per opera delle due genti; ma questa della religione e della lingua una (dice il Nume divino) io farò. E notiamo anco il valore della locuzione commiati corpore tanto, che ci dichiara come la somigliante nel libro sesto Mens agitai molem et magno se corpore miscet, debbasi intendere non di confuso mescolamento ma di congiunzione ordinata, e però ben distinta, onde non sia panteismo. Nè cosa materiale è qui il corpo dell’universo, come materiale non è nel corpo sodate di cui qui si parla, e neanco nelle parole di re Latino: loto certatum est corpore regni2.


XII.


La tradizione iliaca è il terreno su cui l’edilizio virgiliano si fonda; e giova che il terreno sia il luogo aperto, luminoso e alto3, e di dove si mostrino uomini e cose che, a vederle, esaltino l’anima del nuovo poeta. Dallo stesso terreno e’ toglie pietre e legni e altre materie con cui fabbricare; ma nuovo è il disegno dell’intero, nuovo il congegno

  1. Salm., 1.
  2. E., 11.
  3. Dante, Inf. 4.