Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/545

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annunzi bibliografici 539

Elmunazar. L’elmetto tirreno di Gerone, che porta l’iscrizione greca più antica, è del 474. Del 354 le latine del sepolcro degli Scipioni. Forse v’è monete di lettera anteriore: parlasi delle epigrafi Romulee e delle Iutee, ma sempre sarebbero posteriori ad una della grandezza di un metro per 0. 60, trovata in Palestina di là del Giordano, e che riferisce avvenimenti del X secolo a. C., ai quali può credersi contemporanea.

Tutti gli archeologi d’Europa se ne occuparono; ai quali volle aggiungere i suoi studi uno di cotesti ignoranti Romani, che credeano ancora saper qualche cosa. Il canonico Enrico Fabiani, a tacerne altri meriti, avea giovato non poco alla storia confrontando i re d’Israele e di Giuda cogli Eponimi assiri, risultanti dalle famose Stele, recentemente scoperte1, e traendole a confermare la cronologia biblica, secondo le lezioni varianti delle Cronache e dei libri dei Re. Ora egli dichiarava quella insigne epigrafe alfabetica di ben 33 linee. Non è lavoro di cui possa darsi l’analisi; ma è incidente storico da non trascurarsi l’essersi quel ragionamento letto nella pontifìcia accademia di archeologia il 10 febbraio 1871.

C. Cantù.          



Alcune lettere di scrittori italiani del secolo XVI, messe in luce per la prima volta. - Padova, Tip. della Minerva, 1871; in 8vo, di pag. 23.


Sono nove lettere, che tutte dal più al meno hanno qualche pregio di lingua o di storia. La prima è del Busini al Varchi; ov’è una frase degna di considerazione: «Basta, che Firenze tribola, e nessuno è più a tempo ad aiutarla»; la quale ci pare un giudizio severo, ma vero pur troppo, delle infruttuose mene dei fuorusciti in favore della libertà della patria. Singolarissima è la lettera di Gio. Francesco Lottini, dove, a proposito della controversia che era tra il Varchi e un messer Lodovico da Sangimignano sopra il verbo farneticare, si riferiscono alcuni savi consigli del duca Cosimo intorno al modo con cui si hanno a condurre le disputazioni letterarie. «La pugna delle lettere non si piglia per venire alle inimicitie, ma perchè fra le molte opinioni si ritrovi il vero.... Mi ha comandato di più S. E. che io scriva a V. S. che con destro modo avvertisca tucte due coteste parti che in simile occasione voglino procedere civilmente, facendo forti le loro ragioni con

  1. Sulla serie degli Eponimi assiri, e i confronti fattine colla cronologica giudaica. Roma, 1870, in fol.