Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/59

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dei genovesi 55

che quel magnanimo, non curando la grave età, navigasse in Corsica generalissimo de’Genovesi contro le forze alleate di Francia e de’ Turchi1. Era fatto a guisa di fiamma, avea gli stemmi della Repubblica e di San Giorgio, e v’era scritto questo distico in caratteri d’oro:

Infer in obstahtes victricia, signifer, hostes
Signa, fugit quisquis vel tantum viderit ista2.

Ma intorno al santo vessillifero del nostro Comune mi resta qui da commemorare eziandio un’altra particolarità; voglio dire l’ordine equestre istituito l’anno 1452 da

Federigo III, a favore della Repubblica. Portavano le patenti di tale creazione, che una croce vermiglia fosse la insegna della nuova milizia (della quale lo stesso Imperadore fregiati avea di sua mano in Genova molti nobili e senatori), e che il Doge rivestisse la dignità di gran maestro (Pietro da Campofregoso fu il primo); che gli ascritti professar dovessero la regola di Santo Agostino, e fosse loro ufficio il difendere la religione e la

  1. A tale cerimonia erano presenti in un colla Signoria, l’Ufficio di San Giorgio, sotto la cui dipendenza, come è noto, era precisamente da un secolo addietro stata posta la Corsica, nonchè il Magistrato particolare dell’isola stessa. Onde nel Cartolario di detto Ufficio (car. 62, Arch. di San Giorgio) sotto la data del 22 novembre 1553, si nota la spesa di lire 48 pro precio berretarum viginti rubrarum deliberatarum, videlicet 12 pro tragetis Comperarum, 2 pro tragietis Officii salis et 6 pro servientibus Comperarum,.... pro associacene magnifici Officii et officialium Corsice in vestibus nuptialibus accessis in ecclesia maiori sancti Laurentii, in consignacione vexili pro illustrissima Dominatione Janue facta illustrissimo Domino Andree Boria generali classis et exercitus facti pro recuperacione insule Corsice.
  2. D’Oria, La chiesa di san Matteo ec., pag. 17. Inoltre Ansaldo Giustiniani, dottore in leggi, pronunciò allora una Orazione, data quindi a stampa, secondo ha il Soprani Scrittori ec., pag. 280), con questo titolo: Oratione nella consignatione dello stendardo al signor principe di Melfi, Andrea Boria, generale della Maestà Ces. nel Mar Mediterraneo; fatto general capitano in Mare et in Terra della Serenissima Renublica di Genova, recitata pubblicamente nella Cattedrale a dì 23 ottobre 1553.