Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/72

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
68 delle feste e dei giuochi

l’imagine della Madonna, di rilievo, col Figlio in bracci.» che liavea il motto in mano nella maniera che si è detto di sopra. Stava la statua della Madonna in atto di regnante a sedere, col scettro in mano e con la corona in testa»1.

Chi fosse l’autore di tale statua non è detto; ma certo chiunque guardi alla brevità del tempo converrà essere stata la medesima un’opera improvvisata, come suol dirsi, per la circostanza. Onde la Signoria commetteva più tardi a Giambattista Bianco di gittare in bronzo quella nobilissima effigie che sorge tuttodì sul maggiore altare. La quale effigie (secondo narra l’Acinelli), appellata di Nostra Signora della città «fu solennemente benedetta con molta magnificenza alla presenza di ambi i Collegi e collo sparo di tutte le artiglierie il giorno della vigilia dell’Assunzione di Maria Vergine»2 correndo l’anno 1652.

Ma alcuni decreti di epoche posteriori limitarono quindi (30 ottobre 1095) ad ogni venticinque anni soltanto il rinnovare l’offerta; però soggiunsero (18 luglio 1721) che a maggiormente solennizzarla avessero luogo pubbliche luminarie3; il che appunto fu fatto ne’ giorni del 14 agosto 1746 e 1771. Onde nei Cerimoniali sotto

  1. Cerimoniali, mss. dell’Archivio Governativo; Vol. II, pag. 394.
  2. Liguria Sacra, Ms.; Vol. II, pag. 155. Però se la statua poteva già dirsi a que’ giorni compiuta, non lo erano certo alcuni de’ suoi accessorii. Difatti nel Cartularium Reipublicae del 1654 si notano pagate all’artista varie somme «a conto della fabrica ha lui da fare di metallo delli due angeli, corona e Putto di Nostra Patrona di San Lorenzo» (cart. 118).
    Nel Cartolario poi del 1656, fol. 129, si legge:

    «✠ 1656 a’ 2 genaro.

    «Spesa per l’imagine di Nostra Signora di bronzo....

    «E a’ 27 di marzo. Per Gio. Batt. Bianco lire venti mille moneta corrente, e sono per altante che dal Collegio Serenissimo per decreto de’ 16 novembre 1654 li furono deliberate per sua ricognitione e tutte le spese fatte per detta statua, riporla all’altar maggiore della chiesa cattedrale di San Lorenzo.

  3. Genuens. Reip. Leg. etc. Ms., cart. 37.