Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/74

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70 delle feste e dei giuochi

pella nell’anzidetto santuario1. Ne la cerimonia venne meno se non allora quando il turbine della rivoluzione mutò forma alla Repubblica (1797); nel qual tempo, spogliato d’ogni pompa esteriore, l’antico rito si continuò a celebrare in modo affatto privato2.

Ma neppure il mortaio si era obliato lungamente dal popolo; che volea trarne occasione a lieti festeggiamenti. «Posto sopra un carro dorato, ricoperto d’eletti fregi e bandiere (così un recente storico), veniva trainato da otto bianchi cavalli per le vie più popolose, quasi a far di se vaga mostra. Ne copriva la bocca una gran rosa, da cui sfavillava trapunto in oro il nome della Vergine Madre. Lo precedeva una mano di granatieri coperti delle assise tedesche...; un’altra ne tenea dietro di guastatori con superbe armature e zappe d’argento; indi due battaglioni di fantaccini con scelte musiche; vernano appresso cento cavalieri che armati di elmo e corazza trascinavano a terra i vessilli nemici. Altre compagnie di guastatori con timpani e trombe e un’immensa tratta di popolo chiudeano la trionfai pompa, e l’aere echeggiava di guerresche armonie. Le vie per cui transitava erano addobbate di archi e d’arazzi, e dai veroni e dai tetti sopra vi nevicava una pioggia di fiori. Giunto il mortaio alla Cava, venia tolto dal carro e locato nella prima sua sede fra un subbisso di giulivi clamori. In canti, giochi e gazzarre volse quel dì (8 gennaio 1747): fuochi e panelli alla sera. Questi festeggia-

  1. Gen. Reip. Leg., ecc. Ms, cart. 39.
  2. E così tuttavia si celebra dal Municipio, il quale delega annualmente alcuni de’ suoi membri perchè lo rappresentino alla funzione religiosa. Nel pomeriggio poi le Società operaie coi rispettivi gonfaloni e molta onda di popolo si recano anch’esse in pellegrinaggio a quell’erta, e ne tornano cm ramoscelli divelti alle annose quercie del piazzale, inneggiando alla patria, agli eroi del passato, agi’ idoli del presente. Giunta la comitiva in Portoria, viene arringata da un qualche oratore sul luogo del famoso mortaio, additato da una pietra marmorea e da un altarino con iscrizione; indi, plaudendo ancora al Balilla, si scioglie.