Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/140

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120 olao magno arcivescovo d’upsala

Nel 1557 poi diede in luce quest’altra:

Metropolis Ecclesiae Upsalensis in Regnis Svetiæ et Gothiæ diligentia Iohannis Magni Gothi ec. m. d. xxxvi. ec. collecta atque nunc primum m. d. lvii opera et impennis Olai Magni ec. ad honorem Dei et pontificum exemplarem vitam, ne reductionem illarum regionum et aliarum rationum, ut in unitate et obedientia S. Sedis Apostol. perseverent, (edita). Romæ, 1557 in fol.

Tenuto conto del tempo, le opere dei fratelli Magno sono certamente importantissime, avendo fatto conoscere al mondo scientifico la Scandinavia. Esse dimostrano negli autori un’erudizione vastissima della loro nazione. Le molteplici edizioni provano quanto siano state le opere dei Magno apprezzate e ricercate fra i dotti.

Allorché ero archivista in Roma, trovai diversi documenti riguardanti Olao Magno, dei quali, ora lontano, mi sono procurato copia, mediante la cortesia del Sovrintendente agli Archivi romani, e sono quelli che ora pubblico.

Il primo documento contiene alcuni rogiti, che mi contenterò di esporre in sunto; i quali ci fanno conoscere che Olao Magno fino dal 1551 comperava in Roma due case da Gio. Pietro Caffarelli, nobile romano con facoltà di riscatto. Una era nel rione Pigna alle Botteghe oscure, l’altra nel rione di sant’Eustachio, vicino alla taverna detta del Limbo.

Questi acquisti sono prove che non viveva in strettezze finanziarie, come fu scritto da altri.

Ben più importante è il secondo documento, che è il testamento, da lui fatto il giorno prima della sua morte, cioè il 31 luglio 1557, per il quale intanto si rettifica l’anno della morte di lui, che dai cenni biografici in generale viene fissata nel 1568.