Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/173

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che si ammettesse finora, perchè fu composta poco prima dell’anno 766. Enrico Brunner comunica, nella prefazione del volume, che con questo volume la sezione delle Leges in folio viene terminata: le continuazioni future si stamperanno nel più comodo formato in quarto.

Gli altri volumi di questa Collezione, che uscirono nell’anno 1889, non contengono nessun monumento appartenente specialmente all’ Italia, ma della Storia dei Goti del Jordanis1 è stata fatta una nuova edizione, da per sé, curata dal Closs.

In maggior numero ci occorrono pubblicazioni di documenti. Guglielmo Meyer ha fatto ristampare nell’Index scolarum dell’università di Gottinga i numeri più antichi della Raccolta di epistole e canoni detta l’Avellana2, cioè le lettere degli anni 418-419, che riguardano lo scisma fra i papi Bonifazio I e Eulalio. Vi stanno innanzi pregevoli schiarimenti, e fra le altre cose si dimostra come la collezione ricevesse un tale nome senza alcuna precisa ragione, e come sia stata compilata verso l’anno 553. Una nuova edizione del più antico e più importante formulario della cancelleria papale, cioè del Liber diurnns, ci ha regalato il Sickel3. Dobbiamo essergliene tanto più grati, in quanto che l’edizione precedente del De-Rozière non è più in commercio, e le anteriori stampe sono quasi affatto inservibili. L’edizione del Sickel riproduce strettamente il codice dell’Archivio Vaticano, che fu coscienziosamente collazionato. Il manoscritto più recente, il così detto Claromontanus da Parigi, è, come si sa, da qualche tempo sparito, ed un terzo codice dell’Ambrosiana in Milano, sebbene accennato dal Montfaucon, restò sconosciuto a tutti i successivi indagatori, finché il dotto bibliotecario dell’Ambrosiana lo scoprì di nuovo, ma, sventuratamente per il Sickel, al momento, che la sua edizione era già venuta in luce. Ma dalle indicazioni pubblicate dall’ab. Ceriani risulta, che la base critica di questa edizione non n’è alterata per niente, perchè anche il codice milanese appartiene alla classe più recente. Nella prefazione il Sickel dà un sunto dei risultati, per molti rispetti nuovi, delle sue ricerche sull’origine, sulla divisione e sull’uso del Liber diurnus, e sul ragguaglio dei relativi manoscritti; un indice ampio giova tanto al diplomatista quanto al filologo. Invece l’argomentazione delle sue conclusioni il Sickel ha riservato ad una serie di saggi, i quali sta

  1. Iordanis De Getarum sive Gothorum origine et rebus gestis recensuit A. Closs, ed. III, Reutlingen 1889.
  2. Wilh. Meyer. Epistulae imperatorum Eomanorum ex collectione canonum Avellana editae. Index der Göttinger Universität 1889.
  3. Liber diurnus Romanorum pontificum, ex unico codice Vaticano denuo edidit Th. E. ab Sickel. Consilio et impensis academiae lit. caes. Vindabonae 1889.