Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/22

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2 le più antiche carte

ultima fece poi comunità a parte, e Montè scomparve presto dalle carte, ed ora è distrutta1.

Molto più numeroso era il gruppo meridionale, detto Concilium a Reveglero inferius, formato dalle comunità di Agrone con Frugone e forse anche con Polsè, di Strada, di Creto con Cusone, Levi, Bersene, Formino, Prezzo, Prasandone e Cologna, di Por con Saviè, di Praso con Sevror e Merlino e di Daone2. Nella Pieve di Condino, almeno nella parte ora trentina, erano le comunità di Castello, di Cimego, di Condino, unione di varie ville, con Brione, di Storo, di Bondone e di Lodrone, cui appartenevano fors’anche Villo e altre terricciole del Pian di Oneda. Darzo probabilmente a quel tempo non esisteva3.

  1. Monte sorgeva a settentrione di Lardaro, nel luogo che ne conserva ancora il nome.
  2. Polsè era situato presso Agrone, Prasandone presso Praso, Savie tra Por e Castel Romano, Merlino tra Praso e Daone. Furono distrutte dalla peste; Merlino nel 1348 (Ved. Papaleoni, Merlino in Giudicarie; Trento, 1888). forse nella stessa epoca Polsé e Prasandone, Saviè più tardi. Francesco Michelotti di Arco negli Appunti per servire ad una storia del Trentino, mss. nella Mazzettiana di Trento, o il P. Cipriano Gresotti nelle Memorie per servire alla storia delle Giudicarie (Trento, 1786, p. 106, nota) ricordano una villa di Maso, che avrebbe dovuto essere posta tra Lardare e Agrone; i nostri documenti non ne fanno alcun accenno.
  3. Le due prime carte della nostra raccolta ricordano varie ville della bassa Pieve di Condino. La prima nomina Storo, Darzo, Lodrone, Bovile e Villa di Ponte; la seconda Lodrone, Villo ed un’altra che, a seconda delle differenti lezioni del documento, varia tra Onesio, Brusio, Druso, Darvo e Darzo. Noteremo che il primo documento, che noi riportammo dall’Odorici, ha così poco carattere di autenticità che non certamente da questo potremmo ritenere provata l’esistenza di Darzo nei primi secoli del millennio nostro. Quanto al trovarlo ricordato anche nel documento del 1086, sul quale dovremo ancora tornare, abbiamo già veduto dopo quali trasformazioni si presenti quel nome; chi d’altra parte legge il documento capisce che a suo posto si aspetterebbe invece il primitivo nome di Onesio, villa che potè esistere a settentrione del Lago d’Idro e che prese, se piuttosto non diede, il nome al territorio circostante, detto Pian d’Oneda. Cosi Onesio, per inesperienza di copisti, avrebbe dato origine a Drusio, che per quanto sappiamo non è altrove citato (perchè non ci pare che si possa identificarla con la contrata Druide de Casellis, che lo Suardolini nel suo lavoro su Le escrescenze del lago d’Idro e gli straripamenti del fiume Caffaro sul Pian d’Oneda, ricorda essere citata in documenti del 1358 e 1359) e poi a Darzo, sulla cui origine ci riserviamo di trattare in altro luogo. Né certo garantisce l’esistenza di Bovile l’essere ricordato solo nella carta del 1000, per la ragione suesposta. Lo stesso si potrebbe dire della Villa del Ponte, se essa forse