Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/326

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306 il libro di antonio billi

suo commento sopra la Divina Commedia (capitolo sui «Florentini excellenti in pittura et sculptura»). Lo Strozziano e il Petrei però si attengono molto più fedelmente (il primo in generale parola per parola) al loro originale, che non il Gaddiano, il quale per lo più cambia alquanto il relativo testo (vedi le notizie su Cimabue, Stefano lo scimmia, Masaccio, Fra Filippo, Castagno, Uccello, Fra Angelico, Donatello e Desiderio), anzi una volta lo omette del tutto (nella notizia su Giotto). Ora, come mai lo Strozziano e il Petrei avrebbero potuto copiar il loro testo più esatto da quello del Gaddiano, specialmente là dove egli l’ha omesso del tutto? - Il Gaddiano nell’ordine delle notizie delle singole sue biografie segue conseguentemente la regola di far precedere le opere di ciascun maestro eseguite fuori, da quelle fatte a Firenze; enumerando fra quest’ultime una dopo l’altra tutte quante se ne trovano nello stesso luogo. Lo Strozziano e il Petrei invece non si curano niente affatto di metter un certo ordine nelle loro indicazioni: da loro a un affresco dipinto a Roma segue un altro fatto in Firenze, poi uno a Napoli o altrove e infine di nuovo uno a Firenze (conf. p. e. la notizia su Giotto); una scultura fatta per Napoli è preceduta e seguita da altre lavorate a Firenze; a un’opera eseguita per Siena seguono altre fatte per Firenze, poi di nuovo una per Siena, poi alcune per Firenze ed infine altre per Padova (vedi la notizia su Donatello). Ora, se apparisce naturale che il Gaddiano, compilando le sue notizie da diverse fonti, abbia cercato di mettervi un certo ordine, sarebbe stata cosa addirittura insensata da parte dello Strozziano e del Petrei, se ambidue, copiando il Gaddiano, avessero di nuovo messo sottosopra l’ordine da esso introdotto; e perciò la supposizione che essi l’abbiano copiato non regge affatto. - Un certo numero di dati improntati dal Gaddiano al Comentario del Ghiberti non si trova nei due altri codici. Ne additiamo p. e. i seguenti, tratti dalla sola biografia di Giotto: una Madonna nella Badia di Firenze, pitture in Ognissanti, S. Giorgio, S. Marco di Firenze, nella Minerva a Roma, nella Sala del re a Napoli, nella chiesa di sotto ad Assisi ed in S. Maria degli Angeli, nell’Arena e nei frati minori a Padova, e le sculture nel campanile del duomo di Firenze. Anche altre indicazioni importanti del Gaddiano tratte da altre fonti da noi non conosciute, mancano nei due altri codici. Ne adduciamo come esempi dalla bio-