Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/125

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Polemiche 119

Filosofo — Benissimo! Eppure tutto ciò non è che una illusione volgare (p 249).

Ignorante — Proprio? Ma come mai sin qui questi atti si sono riferiti all’anima?

Filosofo — «I così detti atti volontarii, che infine non sono che sensazioni, si riferiscono all’anima, e non, come ha luogo per altre sensazioni, ad un qualche organo del corpo, o ad una cosa fuori di noi, per due ragioni».

Ignorante — Spiegatemele chiaramente, perchè sono duro di testa.

Filosofo — «Primo, perchè somigliandosi moltissimo tra loro i diversi atti, o per meglio dire, i diversi sentimenti di volere, e non avendo noi modo di distinguerli, stante l’impossibilità in cui siamo di vedere i movimenti degli organi cerebrali, a cui conseguono...»

Ignorante — Scusate, se v’interrompo: ma chi li ha da vedere e distinguere questi movimenti, se non c’è l’anima che ne faccia la rivista?

Filosofo — Attendete. «Li confondiamo insieme, e li concepiamo quali produzioni di una attività unica».

Ignorante — Secondo il mio poco giudizio non solo li concepiamo quali produzioni di una attività unica, ma li sentiamo, e ne siamo intimamente persuasi che procedono da una sola attività. Per bacco! Io mi sono alzato di letto, ho fatto colazione, sono andato al passeggio, ho visitato un amico, sono venuto a trovarvi per diventare anch’io filosofo, e sento che tutto ciò è stato fatto da me, e non da tanti organi, organetti ed organini del cervello, e dovrò dire, che tutte queste cose le credo fatte da un solo me per effetto di una illusione volgare? Finora la non ci entra nella mia testa.

Filosofo — Guardate! «Succederebbe lo stesso per le sensazioni tattili delle dita della mano. Non le distingueremmo tra loro e le attribuiremmo tutte al medesimo organo, se non avessimo una cognizione chiara e sicura di ciascun dito».

Ignorante — Ma per amor del cielo, chi è che deve