Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/165

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Polemiche 159

scrittori razionalisti per cacciarli come un puntello ai paralogismi del loro dogmatismo!

Però non giureremmo che prima di scrivere quell’empio nome, non si fosse fatto il segno della croce.

Quanto al periodo nel quale l’Ardigò accenna all’infallibilità dei concili e del papa, non vale a distruggerne l’importanza il dire che al disopra di un concetto ridicolo, vi è un concetto razionale e scientifico, ossia l’applicazione dell’ermeneutica storica applicata alle definizioni dogmatiche.

Chi scrive queste righe discorrendo del dogma della infallibilità con un prelato eruditissimo ed oggi in posizione eminente, si lasciava andare ad una carica a fondo contro la infallibilità, quando venne da esso interrotto e gli fu detto: Badate a non avere della infallibilità il concetto che ha il volgo o che vuole avere chi intende a ogni costo combatterla.

Ed esso pure espose il concetto che la proclamazione della infallibilità del papa non era che una affermazione della sua competenza ed autorità in materia di dogmi.

E questo concetto è proprio di tutti i più ortodossi dogmatici, coi quali il buon Ardigò si trovava allora, pare, in eccellente compagnia.

Finalmente il bravo professore afferma che i dolori del parto, confessati nella sua famosa prolusione, li ha avuti soltanto per la gestazione di nuovi ideali filosofici, ma i suoi ideali politici furono sempre liberali e generosi! Ed è per questo che Ardigò ortodosso, teista, reazionario, indossava la veste talare del prete; ed oggi Ardigò liberale, ateo, e positivista ha coperto la chierica col cappello a cilindro. Pare che le due evoluzioni camminassero di conserva.

Se realmente questa lettera gli è stata consigliata dagli amici, essi gli hanno reso un cattivo servigio.

È però grazioso che l’Ardigò ci dica come una persona che visse con lui nel Seminario di Mantova vi rappresentava il polo del clericalismo mentre lui, il difensore della