Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/195

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Discorsi 189

di nemici investe i pochi uomini che stavano vicino a Garibaldi. Il capitano gli si getta contro colla sciabola, ma egli tagliò a lui la gola. Ricostituisce la sua sinistra sgominata e ricaccia il nemico in Milazzo e lo costringe a capitolare.

Dalla Sicilia si scende, passato lo stretto, sulle coste della Calabria. Si investe Reggio e lo si prende. Insorge il continente e si demoralizza l’esercito borbonico: dall'8 agosto al 27 quarantamila soldati ne sono scomparsi come per incantesimo. E Garibaldi entra in Napoli il 7 settembre, in carrozza, sotto il cannone di Sant’Elmo, e in mezzo a l4 mila soldati di guarnigione, precedendovi con soli dieci seguaci i suoi volontari.

Restavano ancora Capua e Gaeta guardata dal Borbone con 70.000 soldati. Per ciò Garibaldi raccoglie i suoi sulla riva del Volturno. Il generale Türr impaziente si getta imprudentemente con un solo battaglione per prendere Cajazzo sulla destra del fiume ma è attaccato da 5 mila borbonici usciti da Capua, e più della metà dei garibaldini cadono o morti o feriti o prigionieri o annegati nel fiume. E il 30 settembre comincia l’esercito borbonico a muovere intero contro Garibaldi, passando il Volturno.

Il corpo di Garibaldi formava un arco da S. Maria a Maddaloni, con 18.000 combattenti contro 40.000 del nemico. S’impegna la battaglia e si fa terribile la strage. Il vecchio Milbitz, anche ferito, tien fermo a S. Maria. A S. Angelo Garibaldi è investito da un nugolo di nemici, che gli uccidono il cocchiere a bruciapelo. In un lampo salta giù dalla carrozza, corre lungo uno dei larghi fossi che tagliano la pianura di Capua, spunta fuori al di là, raduna intorno a sè un manipolo di bravi (la settima compagnia della brigata Spangaro) li conduce tre volte alla bajonetta, e caricando ferocemente, ricaccia i malcapitati dalla strada, espugna tre casini, di cui s’erano impossessati; poi corre velocemente avanti, e trova, alle prese coi 10.000 di Rivera, Medici e Avezzana, senza munizioni ormai, ridotti alla sola risorsa della punta delle bajonette.